L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Dopo le regionali ci sarà la resa dei conti nel Pd

di Giuseppe Ariola -


Oggi e domani si vota per le elezioni regionali in Campania, Veneto e Puglia e per Elly Schlein si preannucia una fase delicata. Qui si gioca molto più di una semplice partita locale, soprattutto per il campo largo e, tanto più, per il Pd. Qualunque sia il risultato elettorale, tra i dem dopo il voto si tireranno le somme, al netto del risultato. Le correnti del partito, incluse quelle che sostennero l’attuale segretaria alle primarie, sperando di poterla tenere sotto controllo, sono sul piede di guerra, come dimostra la convention convocata per la prossima settimana a Montepulciano. Da quando guida il Pd la Schelin ha preso decisioni che hanno aggravato le tensioni nelle stanze del Nazareno. Oltretutto, in totale autonomia, con buona pace di chi riteneva di poterla controllare. Su tutte, quella di inseguire il campo largo. L’alleanza, già da tempo sotto accusa in tante stanze della casa Pd, ha dato e continua a dare problemi.

In Campania, comunque andrà il Pd ha perso

Per quanto riguarda le Regioni oggi al voto, soprattutto in Campania dove, comunque vada, il Pd ne uscirà sconfitto. Ha dovuto cedere il candidato governatore agli alleati a giorni alterni del Movimento 5 Stelle. Una scelta, quella di candidare Roberto Fico, che ha reso la Regione contendibile. Senza contare che per far digerire questa decisione a Vincenzo De Luca, Elly Schlein ha dovuto pagare un dazio pesantissimo. Cedere la guida del partito in Campania al figlio del governatore uscente che, nonostante ciò, ha presentato una propria lista che sottrarrà voti al Pd, ridimensionandone peso e risultato elettorale. Non proprio un capolavoro. Tanto più in un contesto che vede frange importanti del Pd pronte a scalzare Schlein dal Nazareno.

Il caso Garofani

D’altronde, anche il caso Garofani ha messo in evidenza la convinzione che quello dell’attuale segretaria del Pd non sia il profilo giusto per guidare un’alleanza capace di rappresentare un’alternativa al centrodestra di Giorgia Meloni. Il fatto che si stia lavorando ad un progetto guidato da Ernesto Maria Ruffini è il segno che molti non ripongono fiducia nel fatto che Schlein possa contrastare con successo la Meloni. Le correnti interne già manovrano da tempo. La convention di Montepulciano della prossima settimana non rappresenta una mera formalità sulle elezioni regionali e le more di Elly Schlein.

L’appuntamento anti-Schlein di parte del Pd

È un appuntamento dove verranno messe a punto le strategie degli insofferenti a Elly Schlein, anche sulle elezioni regionali, e che potrebbe fare emergere una sorta di processo politico nei confronti della segretaria. In molti si domandano quale potrebbe essere una personalità capace di rappresentare una reale e valida alternativa e questo identikit non ha ancora assunto tratti ben definiti. Resta però il fatto che la leader dei dem è sempre più sola e rischia l’isolamento per mano degli stessi che ne hanno favorito la scalata al Nazareno. Quelli che oggi si pentono di aver messo i bastoni tra le ruote a Stefano Bonaccini.
Mentre si aprono le urne delle regionali, nel Pd la partita vera è, quindi, altrove: è interna. Il federatore per eccellenza del centrosinistra, Romano Prodi, ha già iniziato a muovere pedine e alfieri del Pd. Non senza aver prima randellato per bene la linea e la rotta di una segretaria ogni giorno più debole. Anche Franceschini, Orlando e Speranza, sono pronti a fare la propria mossa. Tutta l’area che non digerisce il posizionamento assunto dal Pd della Schlein, ad esempio quello sulla riforma della giustizia, che rinnega la storia del partito, medita un cambio di passo e, soprattutto, di segretaria. Anche perché ormai, in previsione del 2027, il tempo stringe. E l’esigenza è quella di ritrovare il consenso di parte di quell’elettorato moderato che Elly Schlein ha fatto perdere al Pd.


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