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Papa Leone alla Veglia Pasquale: “Il male non ci paralizzi”. Appello per pace, dialogo e speranza

di Lino Sasso -


Nella sua prima Veglia Pasquale da Pontefice, Papa Leone XIV ha lanciato un messaggio forte al mondo segnato da guerre, divisioni e ingiustizie: non bisogna lasciarsi bloccare dal male. Dalla Basilica di San Pietro, durante una celebrazione intensa e solenne, il Papa ha invitato i fedeli a guardare oltre i “macigni” del nostro tempo. Ha indicato nella fede, nel coraggio e nell’impegno concreto una strada possibile verso la pace. Nel cuore della liturgia della Vigilia di Pasqua, Leone ha richiamato i grandi mali che gravano sull’umanità contemporanea: “la sfiducia, la paura, l’egoismo, il rancore”, ma anche “la guerra, l’ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni”. Immagini dure, paragonate a pietre pesanti e sorvegliate, apparentemente impossibili da rimuovere.

L’appello per la pace

Eppure, il Pontefice ha ricordato che, nella storia, molti uomini e donne sono riusciti a spostare quelle pietre con l’aiuto di Dio. Spesso pagando un prezzo altissimo, ma lasciando in eredità frutti di bene ancora vivi. Il cuore del messaggio pasquale di Papa Leone è tutto qui: il male non ha l’ultima parola. Per questo il Papa ha esortato i credenti e non solo a non cedere alla rassegnazione, ma a lasciarsi ispirare da chi ha saputo scegliere la via della verità, del dialogo e della riconciliazione. L’auspicio espresso nell’omelia è che “ovunque e sempre, nel mondo, crescano e fioriscano i doni pasquali della concordia e della pace”. La celebrazione è iniziata con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale, seguite dalla processione verso l’altare accompagnata dal canto dell’Exsultet.

Il ritorno alla tradizione della Veglia Pasquale di Papa Leone

La liturgia ha segnato anche un ritorno alla tradizione, con le nove letture previste originariamente per la Veglia Pasquale e con il ripristino dell’orario serale, dopo gli anticipi al tardo pomeriggio scelti dai precedenti pontificati. Durante la messa, Papa Leone ha inoltre amministrato il battesimo a dieci adulti provenienti da diversi Paesi: cinque dalla diocesi di Roma, due dal Portogallo, due dalla Gran Bretagna e uno dalla Corea. Un gesto dal forte valore simbolico in una notte che celebra la rinascita e la speranza. Dopo una Via Crucis centrata sulle ferite aperte dei conflitti, anche la notte di Pasqua è stata attraversata dal richiamo alla pace. In sintonia con il messaggio della Conferenza episcopale italiana e con le parole del cardinale Pierbattista Pizzaballa da Gerusalemme, Leone XIV ha ribadito che proprio nel buio può cominciare la risurrezione.


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