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Salute

HPV e cosa dobbiamo sapere sui tumori evitabili

di Francesca Marotta -

ISTITUTO SECONDARIO DI PRIMO GRADO MICHELANGELO VACCINAZIONI ANTI PAPILLOMA VIRUS EFFETUATTE A SCUOLA SIRINGA FLACONE VACCINO MENQUADFI


La recente Giornata Mondiale per la lotta contro l’HPV, il Papilloma Virus umano, ha riacceso i riflettori su una questione che troppo spesso resta sullo sfondo fino a quando si presenta con il volto più duro, quello della malattia già conclamata. Eppure il punto vero sta molto prima, nella prevenzione, nella vaccinazione, nella capacità di coinvolgere tutta la popolazione in una cultura sanitaria più matura e meno distratta. È da questa consapevolezza che parte il richiamo della Casa di Cura San Rossore, che ha affidato ai suoi specialisti, la ginecologa Barbara Del Bravo e il professor Giovanni Menchini Fabris, direttore del San Rossore Dental Unit, il compito di ribadire le raccomandazioni mediche più urgenti legate ai tumori associati al virus.

Papilloma Virus, l’importanza della prevenzione

Il Papilloma Virus riguarda l’intera collettività e chiede un cambio di passo che coinvolga bambini, uomini, donne e persone gender-neutral, perché il tema investe sia l’apparato sessuale e riproduttivo sia il cavo orale.
Il bersaglio della medicina, oggi, è chiaro. Prevenire la quasi totalità delle neoplasie HPV-correlate prima che abbiano modo di svilupparsi. Barbara Del Bravo richiama dati che da soli bastano a spazzare via l’indifferenza. L’80 per cento delle donne entra almeno una volta nella vita in contatto con il Papilloma Virus, responsabile della quasi totalità dei tumori del collo dell’utero e di altre forme tumorali.

A livello mondiale, spiega la specialista, oltre 730mila persone sviluppano tumori HPV correlati agli organi riproduttivi e al cavo orale. Oggi esiste un test specifico per l’HPV, ma la raccomandazione più forte riguarda il vaccino, indicato a partire dagli 11 anni per bambine e bambini, fascia nella quale l’immunogenicità risulta più alta rispetto ad altre età. Del Bravo insiste su un passaggio decisivo. Se si vuole davvero contrastare l’infezione e i tumori a essa collegati, la vaccinazione va estesa a tutte le fasce d’età. Per la ginecologa la parola chiave resta una sola, prevenzione.

Prof. Menchini Fabris: attenzione al cavo orale

Sullo stesso terreno si colloca il professor Menchini Fabris, che porta l’attenzione su un’area spesso trascurata quando si parla di HPV, la bocca. Il Papilloma Virus, ricorda, è una famiglia composta da oltre 150 virus che possono entrare in contatto con tutte le mucose del corpo umano, comprese quelle del cavo orale. Proprio queste ultime presentano caratteristiche che favoriscono l’accoglienza del virus all’interno dei tessuti. A questo si aggiunge un altro elemento clinico importante. Alcuni batteri presenti nelle malattie parodontali, come la gengivite, facilitano l’ingresso e la permanenza del virus, rendendo la bocca uno dei luoghi più esposti alla contaminazione e all’infezione. Anche qui i numeri aiutano a comprendere la portata del problema.

Negli Stati Uniti il 7 per cento della popolazione adulta risulta affetta dal virus e, secondo il professore, in Europa la percentuale appare orientativamente analoga. Il dato più allarmante riguarda lo sviluppo oncologico, perché l’1 per cento di queste infezioni può portare a un cancro del cavo orale. Da qui deriva la richiesta di uno screening accurato e di visite regolari con professionisti capaci di affiancare al controllo odontoiatrico un’attenzione più ampia, utile a intercettare la presenza di infezioni e a programmare la terapia più adatta.

Il messaggio che arriva da San Rossore è limpido e riguarda la medicina quanto il comportamento quotidiano. L’HPV resta un virus diffusissimo, trasversale, ancora troppo sottovalutato, ma dispone di strumenti concreti per essere arginato. Vaccinazione, screening e controlli periodici rappresentano il terreno sul quale si gioca una partita che coinvolge la salute sessuale, riproduttiva e orale. In materia di Papilloma Virus, il ritardo pesa, mentre la tempestività può cambiare davvero il corso delle cose. E proprio per questo i medici insistono su un principio elementare ma spesso trascurato, la prevenzione funziona soltanto quando diventa abitudine condivisa e responsabilità concreta.

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