Oggi, 25 aprile, siamo con il Partito Radicale per la libertà di stampa
Oggi, 25 aprile, il Partito Radicale scende in piazza, ma in difesa della libertà di stampa. L’andazzo crescente delle cosiddette querele temerarie (ossia intimidatorie), che invece di tutelare diritti lesi fanno pressione e mirano a silenziare chi fa il nostro lavoro è un vulnus democratico che il Partito Radicale ha sottoposto all’attenzione di tutte le istituzioni, dal capo dello Stato fino all’Ordine dei giornalisti. Questo preoccupante fenomeno delle querele penalmente infondate, in totale malafede, ci dà il polso di come alcune toghe politicizzate si sentano impunite esercitando il loro (stra)potere nel minacciare giornali e giornalisti. Tutto ciò dopo che queste stesse toghe politicizzate si sono schierate durante la scorsa campagna referendaria contro la riforma della magistratura in nome della Costituzione, “sacra e intoccabile”. Peccato che la nostra Carta all’articolo 21 (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”) difenda proprio la libertà di stampa che certi giudici vorrebbero imbavagliare. Tanto che azioni giudiziarie destinate a rivelarsi infondate riescono però nell’intento dell’intimidazione, alimentando l’autocensura: il giornalista non scrive quello che vorrebbe o potrebbe per paura. Quando si vuole cancellare il diritto di cronaca non si colpisce solo il giornale ma pure il lettore, tutti i cittadini. Ecco perché facciamo nostra la battaglia dei Radicali: è ora di introdurre meccanismi che scoraggino l’uso strumentale della giustizia, come sanzioni efficaci contro chi promuove querele intimidatorie. Oggi 25 aprile, giornata della Liberazione e quindi della libertà, dobbiamo essere tutti uniti nel difendere la libertà di stampa.
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