Sarà una festa all'insegna dei tagli: aumenta la spesa, le preoccupazioni delle famiglie
Pasqua di paura: gli italiani stringono i consumi e pur tagliando tutto ciò a cui si può rinunciare spendono addirittura il 13 per cento in più rispetto all’anno passato. Il mondo è impazzito e le conseguenze si ripercuotono, fin da subito, sulle famiglie e i consumatori. Che, per tentare di salvare il salvabile (e per non farsi spennare oltre misura), hanno deciso di tagliare, di spendere meno, di rinunciare al superfluo. Persino in un giorno di festa come è appunto quello della Pasqua.
La Pasqua (al risparmio) degli italiani
Un coro di dolore. Numeri che si intrecciano e che restituiscono il quadro di uno scenario che va peggiorando. Le analisi si attraversano, le cifre si confrontano ma tutte sembrano restituire l’analisi di una realtà a tinte fosche per le famiglie italiane. Secondo un sondaggio Ipsos per Confesercenti, poco meno di un italiano su tre (il 66%) ha paura, letteralmente, delle conseguenze della guerra e, perciò, ha deciso di passare la Pasqua all’insegna del risparmio. Basti pensare che il 67% delle famiglie passerà il pranzo a casa e che solo l’11 per cento degli italiani andrà al ristorante. A confortare questo dato, le proiezioni di Fipe-Confcommercio. Quest’anno saranno circa 6,2 milioni gli italiani negli oltre 113mila ristoranti aperti in tutto il Paese a Pasqua. Una folla, certo. Ma in calo del 4,4 per cento rispetto all’anno precedente. Reggeranno i livelli di spesa, però: il conto sarà di 403 milioni di euro (+1,2%). Dovuto non certo a un ritrovato appetito delle famiglie ma più che altro alle (solite) dinamiche inflattive.
La spesa lievita (ma solo per l’inflazione)
Non è un segnale bellissimo. Se possibile, è peggiore quello che arriva dai dati del Centro Studi di Confcooperative. Le spese, secondo gli analisti, ammonteranno complessivamente a 1,7 miliardi. Rispetto al 2025 c’è un incremento pari a circa 200 milioni di euro. Fatto che, in altri tempi, avrebbe fatto urlare al miracolo e alla ripresa dei consumi. Il guaio, però, è che stavolta si spende di più per comprare di meno. Il 60% degli italiani, secondo Confcooperative, taglierà le spese al minimo indispensabile. Un altro segnale starebbe nei piatti che le famiglie e i consumatori italiani si concederanno a Pasqua. Tanta tradizione, se non altro per risparmiare dal momento che il pesce, stando a quanto riporta l’analisi del Centro studi, è già calato, in termini di preferenze, del 25% a fronte di aumenti già importanti che starebbero pesando sul prodotto finale.
Il caro benzina che fa paura
Ma perché la Pasqua degli italiani s’è intristita così? C’è un pensiero, fisso, che hanno le famiglie. E, in fondo, non hanno nemmeno tutti i torti. “Il persistente caro benzina, i rincari energetici che continuano a pesare sui bilanci domestici e gli aumenti già consolidatisi sugli scaffali della grande distribuzione organizzata”, recita la nota di Confcooperative. Che fa eco al sondaggio Ipsos-Confesercenti: “A pesare soprattutto il timore dei rincari, tra inflazione e caro-energia: il 66% degli italiani dichiara che tensioni geopolitiche e la paura di un ulteriore aumento degli energetici influenzano molto (22%) o abbastanza (44%) le scelte di consumo per Pasqua e Pasquetta. Il 71% indica proprio l’aumento generale dei prezzi come principale fattore di riduzione della capacità di spesa, seguito dalle bollette energetiche (47%) e dalla minore disponibilità di reddito (40%), ma anche dall’aumento dei costi di carburante e trasporti, che si riflettono in particolar modo sul turismo”.
Chi viaggerà e il banco di prova per il comparto turismo
Ciononostante regge, o almeno ci prova, il comparto turistico. Gli Italiani che si concederanno un viaggio a Pasqua saranno circa dieci milioni secondo le stime della Cna Turismo e Commercio. Il 90% di loro rimarrà in Italia. Per la stragrande maggioranza, si tratterà di “gite” con andata e ritorno in giornata. Sei milioni di escursionisti previsti a fronte di due milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive del Paese. Gli italiani che pernotteranno fuori casa saranno circa 1,5 milioni. A loro vanno aggiunti i turisti stranieri: ne sono attesi, in questo fine settimana pasquale, circa 700mila. I flussi parlano di viaggiatori in arrivo specialmente dall’Europa e dai Paesi più vicini: Germania, Francia e Svizzera su tutte. Questo weekend, per il turismo, sarà un banco di prova decisivo. Per capire quali saranno le dinamiche del comparto da qui all’estate. I venti di guerra, e i problemi dei trasporti aerei, rischiano di appesantire le prospettive. E gli italiani, di spendere, non sembrano averne più gran voglia.