Sessant’anni fa. L’istante che ha cambiato il nostro modo di vedere
Nel 1966 nasceva la Polaroid: ha trasformato un gesto tecnico in un linguaggio culturale
Sessant’anni dopo il suo debutto, la Polaroid resta uno dei marchi più riconoscibili della storia della fotografia. Negli anni Settanta l’azienda finì al centro di una lunga e costosa battaglia legale contro Kodak, accusata di aver violato numerosi brevetti legati alla tecnologia istantanea.
Il contenzioso, durato quasi un decennio, si concluse con la vittoria di Polaroid, ma arrivò in un momento in cui il settore stava già cambiando direzione, spinto dall’avvento della fotografia digitale.
Ascesa, declino e rinascita
La prima macchina istantanea, presentata da Edwin Land nel 1947, fu accolta come una rivoluzione: per la prima volta era possibile ottenere una fotografia nel giro di pochi minuti, senza camera oscura. Per decenni Polaroid dominò un mercato che lei stessa aveva creato, diventando un simbolo della cultura visiva del Novecento.
L’arrivo del digitale, però, portò al declino dell’azienda, che nel 2008 annunciò la fine della produzione delle pellicole. Negli anni successivi, grazie all’iniziativa di tecnici e appassionati, il marchio è tornato sul mercato con nuovi modelli e una produzione rinnovata.
Lo stupore che resiste
In un’epoca dominata dagli smartphone e da archivi fotografici sterminati, la Polaroid ha trovato una nuova vita come oggetto creativo e analogico.
L’attesa dello sviluppo, l’unicità dello scatto e l’imperfezione dell’immagine sono diventati elementi distintivi, capaci di attrarre nuove generazioni.
Sessant’anni dopo, la fotografia istantanea continua a esercitare un fascino particolare: quello di trasformare un momento in un oggetto fisico, irripetibile e sorprendentemente attuale.
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