Presentato emendamento soft sulle preferenze alla riforma della legge elettorale
Come preannunciato, alla fine Fratelli d’Italia ha rotto gli indugi ed ha presentato un emendamento per introdurre le preferenze nella nuova legge elettorale. A formare la proposta di modifica anche Noi Moderati e l’Udc. Manca invece l’adesione di Lega e Forza Italia, nonostante non siano mancati i tentativi di depositare una proposta unitaria dell’intero centrodestra. Guai però a parlare di divisioni della coalizione. Piuttosto, riferiscono fonti parlamentari, è in atto un supplemento di riflessione. Al termine del quale non si esclude che, una volta riuniti i rispettivi gruppi parlamentari, anche il Carroccio e gli azzurri sottoscriveranno l’emendamento presentato dagli alleati. Anzi, come trapela da Forza Italia, che già oggi riunirà i propri parlamentari per fare il punto, trattandosi di quella che viene definita come una “proposta soft” potrebbe esserci una convergenza.
Cosa prevede l’emendamento di FdI
Il testo non prevede infatti l’introduzione di una preferenza secca che vedrebbe gli elettori chiamati a scrivere di proprio pugno un nome e un cognome sulla scheda. Difficilmente una simile norma avrebbe superato l’esame dell’aula, tantomeno in caso di scrutinio segreto. Si prevede, invece, una lista di sette candidati per ciascun partito con il capolista bloccato e a seguire, rispettando l’alternanza di genere, gli altri nominativi con accanto un riquadro. Tra questi si potranno esprimere un massimo di tre preferenze barrando le caselle accanto ai candidati scelti. Qualora si esprima più di un’unica preferenza bisognerà optare per candidati di sesso differente. Inoltre, per quanti saranno candidati ed eletti sia nelle liste utili per l’attribuzione del premio di maggioranza che in quelle proporzionali, si prevede che scatti il seggio del primo elenco.
Le preferenze restano il vero nodo della legge elettorale
Un modo per agevolare ulteriormente candidature relativamente blindate, quantomeno in caso di vittoria. Se il combinato disposto di quanto previsto dall’emendamento voluto dal partito di via della Scrofa potrebbe scalfire le resistenze di Lega e Forza Italia, sul punto l’opposizione naviga invece a vista, come sulla posizione da assumere in generale sull’intera riforma elettorale. I partiti di minoranza si sono ieri confrontati ancora una volta. Ma, a parte la contrarietà al disegno complessivo presentato dal centrodestra, non è emersa una linea comune sul nodo preferenze. Opporsi sarebbe impopolare. Almeno mettendoci la faccia. La soluzione, anche questo caso, potrebbe quindi essere quella di confidare nel voto segreto. Con buona pace dei proclami e dell’individuazione di una linea unitaria.
Torna alle notizie in home