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Escalation Iran: attacchi a base Usa in Giordania e a navi Emirati

Reuters e Associated Press confermano una serie di attacchi coordinati. Hanno preso di mira sia installazioni militari statunitensi nella regione, sia il traffico mercantile strategico nello Stretto di Hormuz, provocando morti e feriti

di Giorgio Brescia -


Escalation in Medio Oriente: pioggia di missili dall’Iran sulla base Usa in Giordania e attacco letale a due petroliere degli Emirati.

Tensioni nel Golfo

Le tensioni nel Golfo e nella regione raggiungono livelli critici. I Guardiani della Rivoluzione iraniana rivendicano l’attacco missilistico contro la base aerea Prince Hassan in Giordania. Intanto, due missili da crociera avevano colpito le petroliere emiratine Mombasa e Al Bahiyah nello Stretto di Hormuz: si registra una vittima e diversi feriti.

Il Medio Oriente è teatro di una rapida e violenta escalation militare. Le agenzie Reuters e Associated Press confermano una serie di attacchi coordinati da parte delle forze iraniane. Hanno preso di mira sia installazioni militari statunitensi nella regione, sia il traffico mercantile strategico nello Stretto di Hormuz, provocando morti e feriti.

L’attacco alla base aerea in Giordania: la rivendicazione dei Pasdaran

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha annunciato di aver preso di mira la base aerea Prince Hassan in Giordania, un’importante installazione che ospita forze militari statunitensi.

La versione di Teheran

Secondo una dichiarazione ufficiale dell’IRGC diffusa dall’agenzia semi-ufficiale Fars News, l’attacco fa parte della prima fase di risposta ai recenti raid aerei condotti dagli Stati Uniti contro le basi costiere iraniane. I Pasdaran hanno affermato che i missili hanno colpito depositi di carburante e munizioni dell’avamposto.

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Il messaggio al popolo giordano

Nel comunicato, Teheran ha rivolto un appello diretto alla popolazione della Giordania affinché smantelli le basi americane nel Paese. “Sapete benissimo che non solo non nutriamo alcuna inimicizia nei confronti del vostro Paese, ma che vi amiamo, voi, popolo nobile, che comprendete il dolore e l’oppressione del popolo palestinese più di qualsiasi altra nazione”.

La difesa aerea di Amman

Di contro, le forze armate della Giordania hanno ridimensionato gli effetti dell’offensiva. Attraverso l’agenzia di stampa statale Petra, le autorità di Amman hanno riferito che la difesa aerea ha intercettato e abbattuto con successo quattro missili provenienti dal territorio iraniano. La difesa, prima che potessero colpire l’obiettivo, precisando che non si sono registrate vittime o danni materiali.

Sangue nello Stretto di Hormuz: colpite due petroliere degli Emirati Arabi

La situazione è precipitata anche sul fronte marittimo. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha denunciato che due proprie petroliere nazionali, la Mombasa e la Al Bahiyah, sono state colpite da missili da crociera iraniani. Il fatto, mentre transitavano lungo la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, all’interno delle acque territoriali dell’Oman.

Vittime e feriti a bordo

L’impatto sulla petroliera Mombasa ha causato la morte di un membro dell’equipaggio di nazionalità indiana e il ferimento di altri otto marittimi (sei indiani e due ucraini). Quattro di essi versano in gravi condizioni.

Incendi domati

I vettori d’attacco hanno innescato violenti roghi a bordo di entrambe le imbarcazioni, provocando pesanti danni strutturali. Gli equipaggi sono comunque riusciti a domare le fiamme, evitando il disastro ambientale e l’affondamento dei mercantili.

La reazione di Abu Dhabi

Gli Emirati Arabi hanno condannato fermamente l’accaduto, definendolo una “grave violazione del diritto internazionale” e un atto di pirateria volto al ricatto economico. Il governo di Abu Dhabi ha dichiarato che manterrà il pieno diritto di rispondere all’escalation e di adottare ogni misura necessaria a tutelare la propria sovranità e la sicurezza nazionale.

Il blocco navale e la risposta degli Stati Uniti

Gli attacchi iraniani giungono in scia a una serie di raid mirati condotti dal Comando Centrale degli Stati Uniti contro le infrastrutture radar, i sistemi di sorveglianza costiera e i siti di lancio dei droni di Teheran.

Washington ha motivato le proprie azioni militari come necessarie per neutralizzare la capacità dell’Iran di minacciare il transito marittimo commerciale. In risposta alle crescenti ostilità e al tentativo iraniano di chiudere lo Stretto di Hormuz, la Casa Bianca ha annunciato il ripristino formale del blocco navale contro i porti di Teheran. E imposto inoltre una tassa di transito sui carichi che attraversano lo stretto.


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