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Salute

Processionaria: cos’è, quando scende dagli alberi e quali rischi comporta

La processionaria è già in movimento. un pericolo silenzioso per animali, bambini e alberi

di Gianluca Pascutti -


La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un lepidottero diffuso in molte aree italiane e la sua presenza diventa particolarmente evidente con l’arrivo della primavera. La fase larvale è quella più pericolosa, i bruchi sono ricoperti di peli urticanti che possono provocare reazioni irritative anche importanti per persone e animali. Il nome “processionaria” deriva dal comportamento caratteristico delle larve, che si muovono in fila indiana formando lunghe “processioni” mentre scendono dagli alberi per raggiungere il suolo.

Come si riconosce

Riconoscere la processionaria non è difficile. I nidi cotonosi, bianchi e setosi, compaiono sulle estremità dei rami di pini e cedri e rappresentano il primo segnale della loro presenza. Le larve, bruno‑arancioni con bande scure, sono ricoperte da fitti peli urticanti responsabili delle reazioni allergiche. Quando lasciano i nidi, si muovono in fila ordinata, attraversando marciapiedi, giardini e sentieri boschivi.

Quando inizia a scendere dagli alberi

La discesa dai nidi della processionaria avviene tra fine febbraio e aprile, con picchi a marzo, e dipende dalle temperature: quando superano stabilmente i 10–12°C, le larve abbandonano le strutture setose per interrarsi nel terreno e completare la metamorfosi. Un nido aperto o sfilacciato è il segnale più evidente che le larve sono già in movimento.

Rischi per l’uomo

I rischi per l’uomo sono legati ai peli urticanti, che contengono una sostanza irritante, la thaumatopina. Questi peli possono staccarsi facilmente e disperdersi nell’aria, provocando dermatiti, arrossamenti, irritazioni oculari, disturbi respiratori e reazioni allergiche anche significative. Il contatto può avvenire anche senza toccare direttamente la larva, perché i peli restano sospesi nell’ambiente e possono depositarsi sulla pelle o essere inalati.

Rischi per i cani

Molto più gravi sono i rischi per i cani, che spesso annusano o leccano le larve. Il contatto può causare salivazione intensa, gonfiore del muso, vomito, ulcere sulla lingua e, nei casi più seri, necrosi dei tessuti. Si tratta di un’emergenza veterinaria che richiede un intervento immediato.

Come comportarsi

In presenza di nidi sugli alberi è fondamentale non avvicinarsi e non tentare rimozioni fai‑da‑te. La gestione deve essere affidata a personale specializzato. Se si incontrano larve a terra, è importante non toccarle, non schiacciarle e non bruciarle, il calore libera nell’aria grandi quantità di peli urticanti, aumentando il rischio per chi si trova nelle vicinanze. Bisogna invece allontanare bambini e animali e segnalare la situazione al Comune o al gestore dell’area. In caso di contatto, l’uomo deve lavare la zona interessata con acqua e sapone evitando di strofinare, mentre per il cane è essenziale impedire che si lecchi e recarsi subito dal veterinario dopo aver sciacquato delicatamente la bocca.

La primavera è il periodo più critico, parchi con pini, pinete, giardini condominiali e sentieri boschivi sono le aree dove prestare maggiore attenzione, soprattutto nelle giornate ventose che favoriscono la dispersione dei peli. La prevenzione resta la strategia più efficace, evitare di sostare sotto i pini nei mesi a rischio, tenere i cani al guinzaglio e programmare la rimozione dei nidi durante l’inverno, quando sono inattivi e più sicuri da trattare.


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