Medio Oriente in fiamme, attacchi in Qatar e Kuwait
Gli americani mettono South Pars nel mirino: l'escalation è inarrestabile
Un’altra notte di fuoco in Medio Oriente, droni iraniani contro le raffinerie in Kuwait e infrastrutture del gas in Qatar mentre i missili americani puntano sul sito di South Pars. Un’altra notte di fuoco che dà la stura a un’altra giornata infernale sui mercati. La guerra continua e sembra che, al momento, niente e nessuno riesca a frenare l’escalation che sta mettendo a rischio la tenuta delle economie globali colpendo al cuore i commerci di materie prime energetiche.
Droni sul Kuwait, attacchi in Qatar
La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato che una delle unità operative della raffineria di Mina al Ahmadi è stata presa di mira da un attacco di droni. Causando “un incendio localizzato”. Contestualmente le autorità di Doha hanno denunciato nuovi attacchi nell’area industriale di Ras Laffan, dove sono presenti infrastrutture importanti per produzione e trasporto di gas. È stato denunciato, dopo quello in Kuwait, pure un altro incendio in Qatar. Portato a termine con il lancio di missili balistici, almeno secondo quanto ha riferito il Ministero della Difesa.
“Distruggeremo South Pars”
Gli americani hanno reagito colpendo South Pars, una delle infrastrutture energetiche più delicate e centrali dell’Iran. Trump lo aveva promesso: in caso di nuovi attacchi in Qatar (e ne sono arrivati pure in Kuwait), sarebbero partiti i missili. “Non voglio autorizzare questo livello di violenza e distruzione a causa delle implicazioni a lungo termine che avrà sul futuro dell’Iran. Ma se il deposito di GNL del Qatar verrà nuovamente attaccato, non esiterò a farlo”, aveva detto il presidente Usa. Un segnale, l’ennesimo, di un’escalation che non si ferma.
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