Schlein e i suoi “giuristi”: applausi sì, competenza no
Il SÌ al referendum rafforza responsabilità e trasparenza dei magistrati. La Schlein punta su selfie e striscioni, ma il diritto resta dalla parte della sostanza
Tra piazze, selfie e flop mediatici
Dopo il flop di giuristi come Marisa Laurito, Fiorella Mannoia, Pif e Gassman, la sinistra guidata da Elly Schlein ha scelto di mobilitarsi per dire NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Come conferma la stessa Schlein:
“Oggi e domani in tutta Italia la nostra mobilitazione per il NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo!”
Le piazze, piene di striscioni, applausi e selfie, diventano il vero protagonista della campagna. La strategia della Schlein punta tutto sul clamore mediatico, trasformando la discussione giuridica in uno spettacolo itinerante. I cosiddetti “giuristi da piazza” provano a sostituire la competenza tecnica con la teatralità, parlando di articoli costituzionali e responsabilità dei magistrati come se fossero slogan da manifesto. La realtà, però, è che le norme non si rispettano con applausi e flash fotografici. La Costituzione richiede studio, approfondimento e applicazione coerente delle regole, non selfie e cori da piazza.
Il SÌ, invece, rappresenta la scelta della sostanza. Non serve fare teatro per capire cosa significhi rendere il sistema giudiziario più trasparente, responsabile e credibile. Le modifiche proposte mirano a rafforzare la responsabilità dei magistrati, a rendere più chiare le procedure di valutazione e a garantire imparzialità ed equilibrio nel sistema giudiziario.
Il SÌ come scelta concreta
Chi vota SÌ sostiene riforme precise e misurate, pensate per tutelare i cittadini e migliorare l’efficienza e la credibilità della giustizia. Le regole devono essere applicate in modo trasparente, con responsabilità e imparzialità, indipendentemente dal clamore mediatico o dai cori delle piazze.
La differenza tra il SÌ e il NO è evidente. Mentre la Schlein organizza piazze e striscioni, il SÌ si concentra su norme chiare e principi costituzionali: un magistrato deve rispondere delle proprie azioni, le valutazioni devono essere trasparenti e i procedimenti coerenti con la legge. Il SÌ è la scelta della concretezza, il NO quella del teatrino mediatico.
Il SÌ guarda alle conseguenze reali: cittadini più tutelati, magistratura più credibile e sistema giudiziario più solido. Le piazze, per quanto affollate, non cambiano nulla. Applausi e selfie non rendono una norma più giusta né un magistrato più responsabile.
Applausi sì, legge no
Ancora una volta, la Schlein si affida al suo teatrino mediatico: selfie ai suoi “giuristi da piazza”, applausi a chi applaude e bandiere sventolate come se fosse uno spettacolo itinerante. Ma alle urne tutto questo non conta nulla: il diritto non va in scena, non si lascia accecare dai flash e non si piega ai cori da piazza.
Il SÌ mette sul tavolo trasparenza, responsabilità e imparzialità, elementi concreti che nessun striscione o applauso può sostituire. Chi continua a pensare che selfie e teatralità possano sostituire le norme resterà con le mani vuote e la Costituzione a bocca asciutta.
La Schlein può continuare a fare passerelle, foto e applausi, ma il referendum non è un cabaret. Il SÌ ride, e gli applausi restano pura scenografia. La legge non ha bisogno di applausi, il diritto non ha bisogno di selfie, e il teatrino mediatico della sinistra può solo osservare impotente.
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