Referendum, seggi aperti fino alle 15
Servono un documento di identità valido e la tessera elettorale. Se gli spazi sulla tessera sono esauriti, gli uffici elettorali comunali resteranno aperti per tutta la durata del voto per il rilascio immediato dei duplicati
Oggi, lunedì 23 marzo, seggi riaperti dalle 7 in tutta Italia per la seconda e ultima giornata di votazione sul referendum costituzionale confermativo riguardante la riforma della giustizia.
Orari e scadenze
L’apertura dei seggi, alle ore 7.00. La chiusura definitiva, alle ore 15.00. L’inizio dello scrutinio, subito dopo la chiusura dei seggi, le operazioni di spoglio inizieranno immediatamente senza interruzioni.
Il punto sull’affluenza
I dati della prima giornata mostrano una partecipazione sorprendentemente alta per una consultazione referendaria. L’affluenza finale alle ore 23 ha superato il 46%, un dato nettamente superiore ai precedenti referendum costituzionali (come quello del 2020 che si fermò al 40% il primo giorno).
L’unico dato ufficiale di oggi sarà quello definitivo delle ore 15:00, che decreterà la partecipazione totale degli italiani.
Le regole per il voto
Nessun quorum. Trattandosi di un referendum costituzionale (art. 138), non è necessario il raggiungimento del 50%+1 degli elettori. Il risultato è valido qualunque sia l’affluenza: vince semplicemente chi prende un voto in più (Sì o No).
I documenti necessari. Servono un documento di identità valido e la tessera elettorale. Se gli spazi sulla tessera sono esauriti, gli uffici elettorali comunali resteranno aperti per tutta la durata del voto per il rilascio immediato dei duplicati.
La sched, di colore verde. Il quesito chiede se l’elettore approva il testo della legge costituzionale che introduce, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra magistrati e l’istituzione della Corte disciplinare.
Il cuore del quesito
La riforma sottoposta a referendum mira a modificare l’architettura costituzionale della magistratura. Il punto cardine è la separazione delle carriere. I magistrati dovranno scegliere all’inizio del percorso se essere giudici (terzi ed imparziali) o pubblici ministeri (accusa), senza più possibilità di passare da un ruolo all’altro.
La riforma prevede inoltre l’istituzione di un’Alta Corte per il controllo disciplinare e una revisione del sistema di elezione dei membri del Csm per limitare l’influenza delle “correnti” interne.
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