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Esteri

Saif al-Islam Gheddafi voleva riunificare la Libia

Si rafforzano le voci di una pianificazione esterna del suo assassinio

di Ernesto Ferrante -


Saif al-Islam Gheddafi aveva iniziato a lavorare concretamente a “una proposta per la riconciliazione” in Libia. Il Paese, se si escludono brevi periodi di “tregua armata”, resta nel caos dalla morte di Muammar Gheddafi, massacrato il 20 ottobre del 2011 dai ribelli del CNT fiancheggiati dalla Nato e dai militari francesi. A confermare la notizia alla Cnn è stata una fonte vicina al figlio del colonnello dopo le notizie sull’uccisione nella zona di Zintan di quello che era considerato il possibile erede politico di Muammar.

La grande partecipazione popolare ai suoi funerali

Migliaia di persone hanno partecipato ai suoi funerali. La cerimonia funebre si è tenuta a Bani Walid, considerata una delle ultime città ancora fedeli ai sostenitori dell’ex leadership libica. Il capo del team legale e mediatico di Saif, Aqila Dalhoum, nei giorni scorsi, aveva accusato le forze di Haftar di aver impedito la sua sepoltura nella città di Sirte. In un post su Facebook, Dalhoum aveva denunciato l’imposizione del divieto di qualsiasi espressione di lutto, di esporre foto o slogan associati al secondogenito del colonnello e la limitazione del periodo di lutto a soli tre giorni.

Le ombre

Intanto, fonti del comitato investigativo hanno confermato all’emittente al Masar che nel corpo di Saif al-islam sono stati rinvenuti 19 proiettili provenienti da un’arma di tipo kalashnikov e che le guardie di sicurezza avevano abbandonato il luogo circa 90 minuti prima dell’incidente, anche se le telecamere di sorveglianza all’interno della sua abitazione funzionavano regolarmente. Si rafforza la tesi di un’esecuzione preparata fin nei minimi dettagli, con l’apporto di “traditori” all’interno della cerchia della vittima.

Chi voleva morto Saif al-Islam Gheddafi

L’assassinio del figlio del defunto leader libico avvenuto nella sua casa per mano di un gruppo di quattro uomini non identificati, secondo fonti libiche, potrebbe avere una firma in calce transalpina. Pochi giorni prima della sua eliminazione, infatti, il rampollo di Khalifa Haftar, Saddam, ha incontrato a Parigi Ibrahim Dbeibah, il figlio del premier del governo dei miliziani di Tripoli, in un vertice all’Eliseo con l’avallo di Francia e Stati Uniti.

Un tentativo congiunto di riannodare i fili per sbarazzarsi di una figura ingombrante, capace di operare per una riconciliazione dal basso che non piace agli attuali capi, a cui fanno comodo istituzioni libiche spezzate tra Cirenaica e Tripolitania, a vantaggio dei rispettivi “protettori” esterni.


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