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Esteri

Sangue in Libano e giallo sui social per il post sparito

di Ernesto Ferrante -


Giornata di lutto nazionale oggi in Libano dopo i pesantissimi raid israeliani che nella giornata di ieri hanno devastato il Paese dei Cedri nello stesso giorno dell’annuncio della tregua tra Usa e Iran. Il premier Nawaf Salam ha assicurato di essere al lavoro per “fermare la macchina da guerra israeliana”.

La risposta di Hezbollah a Israele

Hezbollah ha lanciato razzi contro il nord di Israele durante la notte, in risposta a quelle che ha definito “violazioni del cessate il fuoco”. L’Idf ha ha bombardato in modo massiccio le zone residenziali della capitale Beirut, uccidendo almeno 254 persone. Tel Aviv sostiene che il cessate il fuoco non riguardi il suo presunto regolamento di conti con le milizie sciite libanesi.

La Casa Bianca, ancora una volta mostratasi succube del premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha ribadito di non considerare il Libano parte dell’accordo. La portavoce Karoline Leavitt ha affermato che ciò “è stato comunicato a tutte le parti: la questione continuerà a essere oggetto di discussione… ma al momento non è incluso nell’accordo di cessate il fuoco”.

Londra e Parigi si fanno sentire

Il Regno Unito desidera “fortemente” che il Libano venga incluso nell’intesa temporanea. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper. “Vogliamo che il cessate il fuoco venga esteso anche al Libano. Sono profondamente preoccupata per l’escalation degli attacchi che abbiamo visto ieri da parte di Israele in Libano”, ha spiegato Cooper a Sky News, evidenziando le conseguenze umanitarie e l’enorme sfollamento di massa che si è verificato.

Anche Parigi ha alzato la voce. “Condanniamo con forza questi raid massicci” le cui vittime “vanno ad aggiungersi alle 1.500 di questo conflitto avviato da Hezbollah contro Israele lo scorso 2 marzo”, ha detto ai microfoni di France Inter il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot. Il Libano, ha proseguito, “non deve essere capro espiatorio di un governo contrariato perché è stato raggiunto un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran”.

Colloqui in dubbio?

Aleggia il mistero sui colloqui in programma in Pakistan. Il post con cui su X l’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, annunciava che una delegazione di Teheran era attesa stasera a Islamabad per i negoziati, è sparito. Sull’account del diplomatico il messaggio non è più visibile.


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