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Scandalo negli Stati Uniti: infermieri contro polizia. Il manifesto del National Nurses United divide l’opinione pubblica “Calpestiamo chi espelle i migranti”

di Cinzia Rolli -


Il più grande sindacato di infermieri negli Stati Uniti, National Nurses United (NNU), è finito al centro di una tempesta mediatica dopo la pubblicazione di una vignetta propagandistica dai toni estremamente duri che promette di annientare l’ICE (Immigration and Customs Enforcement).

L’immagine della locandina ritrae lo zoccolo professionale di un operatore sanitario nell’atto di calpestare un agente dell’ICE, l’Agenzia federale che si occupa del controllo delle frontiere, della sicurezza doganale e dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione negli USA.

L’associazione sindacale di infermieri americani ha ricevuto pesanti critiche per il poster pubblicato e per le frasi utilizzate che recitano per esempio: “distruggeremo l’ICE per i nostri pazienti”. 

Si tratta di una vera e propria campagna contro l’attività di controllo dei confini svolta dalla polizia dell’immigrazione voluta da Trump.

La polemica nasce da una lunga battaglia del sindacato contro la presenza di agenti federali all’interno degli ospedali. 

L’organizzazione di operatori ospedalieri ha scritto su X: “Il personale di assistenza sanitaria presta un giuramento sacro quale quello di difendere i diritti dei pazienti; quando degli agenti armati creano un clima di paura nelle nostre comunità, noi interveniamo”. Secondo il NNU infatti la presenza dell’ICE intimidisce i pazienti. Molti immigrati irregolari evitano cure urgenti per paura di essere arrestati.

Inoltre gli infermieri sostengono che il loro dovere sia curare chiunque, indipendentemente dallo status sociale e legale, senza interferenze da parte della polizia. Un’ eventuale collaborazione di qualsiasi natura con le autorità migratorie distruggerebbe il rapporto di fiducia medico-paziente.

Ma non tutti i camici bianchi concordano, nemmeno quelli dello stesso sindacato. Molti hanno replicato alla campagna di manifesti contro l’ICE dicendo che gli infermieri non combattono cause che sono esplicitamente illegali.

Il sindacato è noto per il suo attivismo di sinistra e sostiene il Medicare for All, il sistema sanitario pubblico a pagatore singolo. Ha appoggiato il senatore Bernard Sanders nelle primarie presidenziali democratiche del 2016 e del 2020 e conta tra i suoi iscritti 225.000 infermieri in cinquanta Stati.

Dei rappresentanti delle forze dell’ordine hanno dichiarato che l’immagine del manifesto incita alla violenza. Mentre gli infermieri pretendono il riconoscimento della loro dignità, mancano di rispetto a colleghi che svolgono un lavoro altrettanto difficile.

Nelle ultime settimane sono aumentate le preoccupazioni circa la politicizzazione del settore infermieristico.

Un’infermiera è stata licenziata dal Virginia Commonwealth University Health a causa di un video pubblicato su Tik Tok dove incoraggiava gli operatori sanitari a iniettare negli agenti un farmaco paralizzante. Molti altri su X hanno dichiarato le cose terribili che vorrebbero fare agli agenti dell’ICE se affidati alle loro cure.

In Stati come la California e l’Illinois, il sindacato sta spingendo per l’adozione formale di protocolli che vietino agli agenti ICE l’accesso alle aree cliniche senza un mandato specifico firmato da un giudice (e quindi non solo un ordine amministrativo).

Da un lato gli infermieri minacciano scioperi se non viene garantita la certezza di cure per i pazienti migranti. Dall’altro le strutture private temono ritorsioni federali quali mancanze di finanziamenti o tagli ai fondi se impediscono all’ICE di svolgere il proprio lavoro. 

Si tratta di uno scontro frontale tra due categorie di lavoratori che sono considerati comunque eroi nel loro ambito di attività.

Chi lotta per salvare vite e chi lotta per difendere la sicurezza dei confini. Si tratta di due professioni che devono rimanere neutrali e non possono essere usate per fini politici. Interesse superiore dovrebbe essere sempre e solo il bene comune.


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