Regionali in Veneto, Campania e Puglia: seggi chiusi, via allo spoglio
Affluenza, dati choc: in Campania il 43,6% degli elettori, in Veneto il 44%. Tracollo in Puglia: 41%.
Regionali, ci siamo: i seggi sono chiusi, in Veneto, Campania e Puglia adesso si aprono le urne. I dati certi, per il momento, riguardano l’affluenza. Al solito sotto la linea di galleggiamento e in calo rispetto alle consultazioni di cinque anni fa. I numeri sono in linea (solo) con quelli delle Regionali precedenti in cui s’è assistito all’aumento del numero degli astensionisti. Arrivano i dati definitivi sull’affluenza. In Veneto ha votato il 44,36% (a fronte del 61% del 2020). In Campania si è recato alle urne il 43,66% degli aventi diritto (cinque anni fa era stato il 55%). In Puglia il dato peggiore: l’affluenza si ferma al 41,8% rispetto al 56,5 del 2020.
Regionali: dove seguire lo spoglio
In Campania la sfida è tra Roberto Fico, candidato del campo progressista, ed Edmondo Cirielli. Attorno a loro altri tre candidati alla presidenza.
Qui per seguire i risultati in Campania
In Puglia è duello tra Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e il candidato del centrodestra Luigi Lobuono.
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In Veneto c’è la corsa di Alberto Stefani, successore designato dal centrodestra dopo Luca Zaia, contro Giovanni Manildo, esponente del centrosinistra.
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Regionali, l’ultima chance per l’affluenza, stamattina riaprono i seggi in Veneto, Campania e Puglia. Ci si potrà recare ancora alle urne fino alle 15 di oggi. C’è, dunque, ancora tempo per votare. I numeri anche di questa tornata del lungo “spezzatino” delle Regionali non sembrano davvero esaltanti per la politica. Gli elettori che decidono di recarsi ai seggi sono sempre di meno e le percentuali dei votanti di ieri, domenica 23 novembre, danno ragione ai flussi ribassisti rispetto all’interesse verso il voto. Gli astensionisti sono sempre di più.
Affluenza in Veneto, Campania e Puglia
Alle 23 di ieri sera, secondo i dati ufficiali diramati sul portale Eligendo, si è registrata un’altra frattura sul fronte dell’astensione. Il corpo elettorale “attivo” ha perso un’altra decina di punti percentuali. Il flop è più vistoso in Veneto dove, fino alla serata di ieri, si era recato alle urne il 33,88% degli aventi diritto. Cinque anni prima, ad esercitare il diritto-dovere del voto, era stato il 46,13%. Una flessione a dir poco vistosa che soltanto nell’operoso Nord-Est registra un calo che sfiora i tredici punti percentuali. C’è tutta la giornata di oggi ancora per recuperare ma sarà difficile confermare i dati del 2020.
Meglio la Campania, flop Puglia
Ma non è il Veneto la Regione che, in termini assoluti fa peggio. Anzi, rimane qui il dato più alto dell’affluenza in termini reali. Al Sud la disaffezione è processo che sembra avere conseguenze ancora più amare. Se in Veneto l’affluenza sfiora il 34%, in Campania scavalla di poco il 32% mentre in Puglia sprofonda al 29,45%. In pratica, a Napoli e dintorni, cinque anni fa erano andati a votare poco meno del 39% degli aventi diritto mentre in Puglia, dove l’affluenza ai seggi nel 2020 era stata vicina al 40% (39,88%) si è recato a seggi il dieci per cento in meno degli elettori.
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