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Cronaca

Otto anni dopo arriva la sentenza sul Ponte Morandi

La reazione delle vittime: "L'impianto ha retto", furia dei legali di Castellucci: "Condannata l'innocenza"

di Giovanni Vasso -


Otto anni dopo la tragedia del Ponte Morandi, arriva la sentenza. Ci son voluti quattro anni e 284 udienze per venire a capo, almeno in primo grado, del procedimento sul disastro che il 14 agosto del 2018 costò la vita a 43 persone, imprimendo una ferita a Genova (e al Paese) che ancora stenta a rimarginarsi. La Procura aveva chiesto pene severe. Circa 400 anni di carcere per 57 imputati.

La sentenza sul Ponte Morandi: tutte le condanne

I giudici non hanno completamente accontentato l’accusa. Complessivamente, i giudici hanno emesso verdetti, complessivamente, per 177 anni di reclusione a carico di 32 degli imputati coinvolti. La condanna più pesante è stata inflitta all’ex ad di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci: dodici anni di carcere. I pm ne avevano chiesti 18 e mezzo. Pesanti le condanne per Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni di Aspi, condannato a 11 anni, ed Emanuele De Angelis e Maurizio Ceneri, entrambi condannati a 10 anni. L’ex dg di Aspi Riccardo Mollo è stato condannato a 8 anni e sei mesi. Mentre l’ex direttore della vigilanza del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, Mauro Coletta, ha ricevuto la condanna a cinque anni, a fronte dei dieci richiesti dalla Procura. Infine, tra le condanne più rilevanti, c’è quella all’ex direttore dell’Ufficio ispettivo del Ministero a Genova Carmine Testa che dovrà scontare 4 anni e due mesi.

La soddisfazione dei parenti delle vittime: “Impianto ha retto”

La sentenza non soddisfa, fino in fondo, proprio nessuno. I parenti delle vittime guardano al bicchiere mezzo pieno. “L’impianto ha pienamente tenuto”, ha commentato l’avvocato Raffaele Caruso che rappresenta il Comitato ricordo vittime Ponte Morandi. “Questo ponte non è caduto per caso, è caduto perché ci sono delle responsabilità. Le responsabilità sono state individuate a diversi livelli. Se ci sono delle responsabilità vuol dire che questo crollo, come noi abbiamo sempre detto e come ha sempre detto soprattutto la procura, poteva essere evitato. Questa è la parola di verità processuale che stasera ci portiamo a casa e che ci fa essere un pò più tranquilli e sereni”.

Il nodo prescrizione si allunga

Egle Possetti, presidente del comitato dei parenti delle vittime, spiega: “Alla luce delle spiegazioni tecniche del nostro avvocato, siamo molto contenti. Siamo contenti che soprattutto siano state individuate delle responsabilità perché era inaccettabile che questa vicenda, con tutti gli elementi che supportavano l’impianto accusatorio, potesse finire senza delle pene importanti. Ha retto l’aggravante dell’omicidio stradale, per cui le prescrizioni saranno più a lungo termine. Siamo soddisfatti, contenti è un’altra cosa”. Non è banale quest’ultima notazione dal momento che, già in primo grado, i tempi del processo sono stati a dir poco lunghissimi.

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Il legale di Castellucci: “Condannata l’innocenza”

Ma la sentenza non soddisfa, per niente, i legali degli imputati. In particolar modo quelli che assistono Castellucci. “La realtà fattuale – ha spiegato il legale Giovanni Paolo Accinni  – ha potuto accertare che il ponte è caduto esclusivamente a causa di un vizio costruttivo occulto. E mantenuto come tale, cioè occultato. Ecco perché questa è una sconfitta del principio di personalità della responsabilità penale”. E quindi: “L’ingegner Castellucci è stato il primo a promuovere l’unico comportamento alternativo certo che con sicurezza avrebbe evitato il crollo del ponte, vale a dire il retrofitting. Evidentemente non è stato valutato per le proprie condotte personali. Ma nuovamente nell’ambito di quella deriva di questa giurisprudenza che ritiene di poter risolvere le tragedie criminalizzando la figura dell’amministratore delegato”. Il ricorso in Appello è già pronto: “Noi siamo confidenti che già la Corte d’appello vorrà rimediare a questo errore e continueremo a difendere l’innocenza dell’ingegner Castellucci che ha sempre dimostrato tutta propria sensibilità per la sicurezza”.


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