Pnrr, Fitto: Stop proroghe. La “finestra” per spendere i fondi
Nonostante l'impossibilità di spostare la data di chiusura del Pnrr, Fitto ha promosso a pieni voti il modello italiano, definendo l'esperienza del nostro Paese "tra le migliori in assoluto a livello europeo"
Catania ospita gli EcrParty European Awareness Days, summit internazionale dal titolo programmatico 'A Safer Mediterranean for a Stronger Europe'. con Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea per Coesione e Riforme
Pnrr, stop definitivo alle proroghe. Fitto blinda la scadenza, la “finestra” per spendere i fondi dopo la chiusura.
La scadenza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza resta insuperabile
Nnessuna proroga oltre la data limite. Il vicepresidente esecutivo dell’Unione Europea Raffaele Fitto chiarisce le regole europee sulla fine del Pnrr. E spiega il meccanismo tecnico che permetterà all’Italia di spendere parte delle risorse anche nei mesi successivi.
La corsa contro il tempo per la messa a terra dei progetti del Pnrr non beneficerà di alcun tempo supplementare.
Intervenendo all’evento Ecr a Catania, Raffaele Fitto ha spento definitivamente le speranze di chi ipotizzava un rinvio della scadenza finale del piano.
Il vincolo
Non si tratta di una scelta politica, ma di un vincolo strutturale e burocratico. Ottenere una proroga ufficiale richiederebbe l’attivazione di una procedura complessa all’unanimità tra tutti gli Stati membri della Ue. Necessario il coinvolgimento del Consiglio Europeo e, in alcuni casi, dei singoli Parlamenti nazionali.
Un percorso istituzionale che richiederebbe tempi lunghissimi, andando ben oltre la scadenza stessa del piano.
L’Italia tra i migliori in Europa: il meccanismo delle performance
Nonostante l’impossibilità di spostare la data di chiusura, Fitto ha promosso a pieni voti il modello italiano, definendo l’esperienza Pnrr del nostro Paese “tra le migliori in assoluto a livello europeo”.
La chiave, la strategia di revisione avviata tra il 2022 e il 2023, che ha permesso all’Italia di sbloccare i nodi critici e viaggiare verso il traguardo dell’ultima rata.
Il vicepresidente Ue ha voluto fare chiarezza su un punto centrale, smentendo l’ipotesi che gli effetti economici del Pnrr svaniranno di colpo alla scadenza formale.
Leggi tutte le news di Politica
La logica dei traguardi
Molti obiettivi del piano vengono giudicati e liquidati da Bruxelles sulla base delle performance. Centrale, il raggiungimento effettivo delle riforme o delle infrastrutture. Però, senza l’obbligo tassativo che la spesa monetaria sia stata erogata al 100% in quel preciso momento.
Gli strumenti finanziari
I fondi transitati attraverso i canali finanziari vedranno l’individuazione del beneficiario finale entro agosto, ma la concreta spesa sul territorio e l’impatto sulla crescita economica del Paese continueranno a manifestarsi nei mesi successivi.
Un travaso di fondi già pianificato
Molte, finora, le indiscrezioni circolate su una presunta apertura a un “escamotage” per allungare i tempi.
La realtà dei fatti è più lineare e rigorosa. Esiste una flessibilità tecnica già prevista dalle normative europee.
Leggi tutte le news di Economia
Il meccanismo, non un rinvio del Pnrr ma la possibilità di effettuare una sostituzione dei canali di finanziamento. I progetti strategici che rischiano di non rispettare i rigidi vincoli temporali del Pnrr non vengono cancellati, ma possono essere spostati all’interno della Politica di Coesione europea. I fondi strutturali tradizionali, cioè, che godono di scadenze molto più ampie.
Una pianificazione ordinata. L’Italia sposta le opere più lunghe sui fondi di coesione ordinari, liberando lo spazio del Pnrr solo per i progetti che possono essere completati e rendicontati subito. Così, salvando le risorse finanziarie ed evitando contestazioni da Bruxelles.
Torna alle notizie in home