Everybody viva el Duche una parodia censurata, mentre la trap violenta passa indisturbata
Perché la censura interviene dove è facile intervenire, come nel caso di Everybody viva el Duche, e non dove sarebbe davvero necessario
La vicenda di “Everybody viva el Duche – bam bam bam” pone una riflessione che nessuno sembra voler affrontare. Perché una parodia viene rimossa da piattaforme e vietata negli eventi pubblici, mentre brani trap che inneggiano a violenza, stupri, minacce di morte e offese pubbliche scorrono senza ostacoli nelle playlist ufficiali? La traccia satirica è stata bloccata per riferimenti fascisti, anche se usati in chiave ironica. Nel frattempo, però, milioni di ascolti premiano quotidianamente canzoni che normalizzano aggressività, misoginia, linguaggio estremo e comportamenti criminali. Nessuna rimozione. Nessuna nota ufficiale. Zero censura.
Il paradosso della censura selettiva
Il punto non è difendere la parodia. Il punto è capire il criterio. La parodia Everybody viva el Duche viene fermata perché potenzialmente offensiva. La trap iperviolenta viene considerata la nuova espressione artistica. Fa più scandalo un remix satirico che un testo che glorifica la distruzione dell’altro. Un paradosso che racconta molto del nostro ecosistema digitale. si interviene dove c’è rumore mediatico, non dove c’è un reale problema culturale.
Il problema è culturale. Cosa stiamo normalizzando?
Le piattaforme e le radio hanno un ruolo chiave. Ogni giorno amplificano contenuti che, celebrano la sopraffazione come stile di vita, trasformano la violenza in intrattenimento, riducono il linguaggio a una sequenza di insulti, cancellano qualsiasi responsabilità verso chi ascolta. Queste tracce non lasceranno nulla alle prossime generazioni. Nessuna eredità musicale, nessuna visione, nessuna cultura, solo un rumore di fondo per disagiati.
La domanda che dobbiamo farci
La censura è davvero uno strumento coerente? O è diventata un riflesso condizionato che colpisce ciò che fa notizia, ignorando ciò che fa danni? Il caso della parodia censurata ci costringe a guardare oltre il singolo episodio. Fino a dove possono arrivare questi paradossi? E soprattutto, fino a quando dovremo ascoltare certi scempi alla radio che quotidianamente passano come se nulla fosse?
La questione non è difendere una canzone. La questione è capire perché la censura interviene dove è facile intervenire, come nel caso di Everybody viva el Duche e non dove sarebbe davvero necessario. Se non affrontiamo questo nodo, continueremo a vivere in un mondo dove una parodia fa scandalo, mentre la violenza in musica diventa routine. Bam Bam Bam…
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