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Sequestra e tortura la fidanzata che vuole lasciarlo

I carabinieri pongono fine all'incubo di una 25enne sottoposta per dieci giorni a ogni genere di violenze a Sassari

di Paolo Diacono -


Rapisce la fidanzata e per dieci giorni la sottopone a ogni genere di tortura, minacce e violenza. Arrivato a Sassari un 34enne. L’uomo è accusato di sequestro di persona, tortura, lesioni personali, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. La vittima è una donna di 25 anni. Che non dava più segnali di presenza né rispondeva alle chiamate della madre e dei suoi familiari. Che, disperati, si sono rivolti alle forze dell’ordine. I carabinieri, dopo qualche indagine, hanno scoperto che la ragazza era in casa del compagno che fino all’ultimo ha tentato di evitare l’intervento dei militari.

Tortura e sequestra la fidanzata

A far scattare l’allarme è stata una telefonata della madre della 25enne. Che, ormai da sei giorni, non aveva più notizie di sua figlia. La signora, agitatissima, ha contattato il numero di emergenza del 112 spiegando la situazione, i carabinieri hanno preso in carico la segnalazione. I militari si sono recati nell’abitazione del compagno. Hanno ripetutamente suonato al citofono senza ricevere risposte. Lungi dal convincersi che fosse tutto tranquillo, i carabinieri hanno chiesto l’aiuto dei vigili del fuoco. Che hanno messo a disposizione un cestello grazie a cui i militari sono riusciti a raggiungere una finestra dell’appartamento e a penetrare nell’abitazione.

Una scena da incubo

In quella casa hanno ritrovato la 25enne. Che, finalmente libera, ha raccontato ai carabinieri il suo dramma. Stando al suo racconto, il 34enne sottoponeva la fidanzata a ogni genere di tortura. E questo perché, da tre mesi a questa parte, la loro storia si era incrinata. E stava andando spegnendosi. Incapace di rassegnarsi, l’uomo ha dato sfogo a tutta la sua violenza e possessività. Se non fosse stata sua, non sarebbe stata di nessun altro. E così l’ha chiusa nell’appartamento. Da dieci giorni. Pestandola e picchiandola ripetutamente, come avrebbero dimostrato i numerosi lividi sul corpo della giovane. Ma l’incubo, però, non si limitava alle percosse. Purtroppo.

“Ti sfregio con la candeggina”

La ragazza non mangiava. Quel poco di cibo le “toccava” non prima che il compagno l’avesse gettato a terra e sporcato, sputandoci sopra. Tra un pestone e l’altro, le prometteva che l’avrebbe sfregiata “con l’acido e con la candeggina”. Aveva provato a fuggire, lei. E lui aveva scoperto il suo tentativo. E aveva deciso di punire la fidanzata con un’ulteriore tortura: rasandole i capelli. Infine, l’uomo avrebbe imposto alla ragazza di assumere grosse quantità di psicofarmaci. Sotto l’effetto dei quali sarebbe stata abusata sessualmente. Ogni accusa della 25enne è finita sui verbali dei carabinieri. Che hanno arrestato il compagno.

L’ultima violenza

In caserma, l’uomo non si rassegnava nemmeno alle manette. E ha ulteriormente aggravato la sua situazione. Per tentare di liberarsi dai carabinieri e fuggire ai rigori della legge, avrebbe provato a imbracciare un estintore e a usarlo contro i militari. Che hanno disarmato il 34enne e formalizzato l’ulteriore accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Intanto la fidanzata poteva assaporare la fine dell’incubo e della tortura ma sarà un lungo, lunghissimo, cammino quello che l’aspetta. È stata ricoverata in ospedale e affidata a un centro specializzato contro le violenze di genere.


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