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Politica

Meloni tiene la rotta, Marina B. prende le redini, Schlein alza lo scontro

di Laura Tecce -

Marina Berlusconi al termine della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell'Ordine ''Al Merito del Lavoro'' e degli attestati d'onore ai nuovi Alfieri del Lavoro al Quirinale, Roma, 30 ottobre 2024. ANSA/ETTORE FERRARI


Nessun rimpasto, affondo frontale dell’opposizione e un partito storico che apre la fase del ricambio: la settimana politica si riassume in tre mosse precise. E le protagoniste sono tre donne.

La prima è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che giovedì in Aula alla Camera, ha messo un punto fermo dopo settimane agitate da retroscena e voci di rimpasto: nessun cambio di squadra, nessuna fuga in avanti, si va avanti così.

È un messaggio politico preciso: la stabilità non si annuncia, si pratica. Soprattutto quando il clima si fa più complicato, dopo tensioni e passaggi delicati. Come quello sul referendum sulla magistratura. Non a caso Elly Schlein a Montecitorio ha scelto deliberatamente, in risposta all’informativa della premier, la linea dell’affondo frontale. Non una critica di routine, ma uno scontro politico diretto, costruito per trasformare l’esito del referendum in una piattaforma di attacco complessiva al governo: dal lavoro alla sanità, dalla politica estera ai rincari energetici.

Una scelta che ha un obiettivo preciso: consolidare la propria leadership dentro il campo largo, in una fase in cui Giuseppe Conte continua a muoversi con ambizione e a presidiare lo spazio dell’opposizione. L’affondo parlamentare diventa così anche un messaggio interno, rivolto non solo alla maggioranza, ma agli alleati e ai competitori dello stesso fronte. Infine, un’altra protagonista: Marina Berlusconi.

L’incontro di ieri con Antonio Tajani conferma una fase di rinnovamento reale del partito. Non un semplice confronto interno, ma il tentativo di accompagnare un ricambio, rimettere ordine e rafforzare una struttura che resta decisiva negli equilibri del centrodestra. Tre mosse diverse, ma legate dallo stesso nodo politico: stabilità, competizione e riorganizzazione.

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