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Super Bowl 2026: uno spettacolo ad alta tensione politica…assolutamente da non perdere

di Cinzia Rolli -


Il Super Bowl è molto più di una finale sportiva: è l’evento che ferma l’America e incolla agli schermi oltre 100 milioni di spettatori in tutto il mondo. È l’ultimo atto del campionato di football americano (NFL), un concentrato di adrenalina, patriottismo e intrattenimento puro.

Ma quest’anno l’aspetto politico sembra che sarà ancora più marcato.

La NFL, National Football League, sta subendo pressioni per la partita di domenica tra i Seattle Seahawks e i New England Patriots affinché si schieri apertamente contro la politica immigratoria del governo Trump.

Un numero importante di persone, circa 184 mila ha firmato una petizione perché la lega denunci la possibile presenza dell’Immigration and Customs Enforcement al Super Bowl.

La petizione è stata consegnata ufficialmente al quartier generale della NFL a New York martedì 3 febbraio.

La responsabile della sicurezza della NFL, Cathy Lanier, ha dichiarato ufficialmente che non sono previste attività di controllo dell’immigrazione (ICE) all’interno del Levi’s Stadium e che gli agenti dell’ICE non saranno tra le agenzie federali presenti durante la partita.

Tricia McLaughlin, portavoce e assistente segretario del DHS, ha mantenuto però una linea di ambiguità strategica, rifiutandosi di confermare o smentire esplicitamente se gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement condurranno operazioni di controllo dell’immigrazione durante l’evento.

Ha dichiarato infatti al riguardo: “ Coloro che sono qui legalmente e non infrangono altre leggi non hanno nulla da temere. Non divulgheremo le future operazioni né discuteremo del personale. La sicurezza del Super Bowl comporterà una risposta di tutto il governo condotta in conformità  con la Costituzione degli Stati Uniti”.

Ma la tensione è alta anche per la partecipazione di Bad Bunny come protagonista dell’Half-Time Show; l’artista ha infatti recentemente denunciato l’ICE durante i Grammy Awards di domenica scorsa.

In realtà Bad Bunny, Benito Antonio Martinez Ocasio, ha criticato il Presidente americano in diverse occasioni, non solo per la politica immigratoria ma anche per la sua gestione dell’arrivo dell’uragano nella sua nativa Porto Rico.

Il Presidente Donald Trump ha confermato che non presenzierà al Super Bowl che si terrà l’8 febbraio presso il Levi’s Stadium di Santa Clara, in California. Ha definito inoltre la scelta del cantante per l’Half-Time Show e dei Green Day per l’apertura come una “scelta terribile”.

Il senatore Tommy Tuberville, repubblicano dell’Alabama ha definito lo spettacolo del Super Bowl “Woke Bowl”.

Con il termine woke, usato dai conservatori, il politico ha voluto indicare un’eccessiva attenzione ai diritti delle minoranze e alla giustizia sociale a scapito dell’intrattenimento sportivo puro.

Il gruppo conservatore Turning Point Usa, fondato da Charlie Kirk prevede di organizzare uno spettacolo alternativo che possa piacere al pubblico ma soprattutto sottrarre spettatori al Super Bowl.

Lo spettacolo che si svolge nell’intervallo è una collaborazione tra NFL, Roc Nation e Apple Music. Roc Nation cura gli artisti e Apple Music distribuisce le esibizioni. La NFL controlla invece il palco, la trasmissione e il branding.

La National Football League sta lavorando per espandersi in tutto il mondo, compresa l’America Latina e ha quindi dichiarato di non aver mai preso in considerazione l’idea di cambiare cantante per lo spettacolo del Super Bowl, anche dopo le critiche di Trump. Il commissario della NFL Roger Goodell ha descritto l’artista Bad Bunny come uno dei più grandi talenti del mondo in grado di unire le persone.

Tiki Barber, ex giocatore dei New York Giants, ha ricordato che guardare il Super Bowl dovrebbe essere un momento di fuga dalla realtà, un modo per staccare la spina senza parlare di cose serie.

Alla fine il Super Bowl LX non è più solo una questione di yard guadagnate o di touchdown spettacolari. È lo specchio di un’America profondamente divisa, dove persino un concerto pop o la presenza della sicurezza federale diventano simboli di una lotta culturale.

Buona visione.


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