L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Solo in Sicilia: un milione di euro e la supercazzola di legge diventa realtà

di Redazione -


di Piero Messina

Succede solo nella terra di Pirandello, dove uno, nessuno e centomila diventano norma di legge, comma dopo comma, possibilmente di notte. All’Assemblea regionale siciliana, che ama definirsi Parlamento ma somiglia sempre più a un consiglio comunale in libera uscita, è stato approvato un emendamento che stanzia un milione di euro di soldi pubblici per strutture degli enti locali che, semplicemente, non esistono. Non in senso metaforico: proprio inesistenti. Carta geografica e istituzionale alla mano.

L’autore è il deputato Ismaele La Vardera, che poi candido come un prestigiatore col cilindro ha ammesso: era una “supercazzola”, una provocazione in stile Iene. Un esperimento sociale. Un test di resistenza delle istituzioni. E il test ha dato esito positivo: la sciocchezza è passata, votata, incassata, pubblicata. Applausi.

Un milione di euro sottratto alla disponibilità dei siciliani — quelli veri, che esistono — e assegnato a fantomatici “Ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale” collocati in Comuni che sull’Isola nessuno ha mai visto. E nessuno, tra oltre 70 deputati, assessori, funzionari, consulenti, segretari e portaborse, si è accorto di nulla. Perché? Perché la Finanziaria si vota così: a pacchetti, a mucchi, a occhi chiusi, durante notti insonni in cui tutto passa purché finisca presto.

La Vardera voleva dimostrare che all’Ars “può passare di tutto”. Missione compiuta. Altro che provocazione: una radiografia impietosa di un sistema legislativo dove il controllo è un optional e la responsabilità un fastidio. Altrove una norma del genere non sarebbe mai arrivata in Aula. In Sicilia sì. E infatti è arrivata.

Ora però scatta la fase più divertente: la gara alle giustificazioni. L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino corre a mettere le mani avanti: l’emendamento non aveva il parere del governo, non è stato votato singolarmente, era infilato in un articolo omnibus, lui non l’ha visto, non l’ha letto, non gliel’hanno sottoposto, gliel’hanno mostrato solo all’ultimo secondo, di notte, al buio, con la luna storta. Insomma: c’era ma non c’era. Pirandello, appunto.

Dagnino smentisce con fermezza La Vardera, accusandolo di lesa maestà istituzionale. Però ammette che l’emendamento era lì, stampato, numerato, votato, dentro un fascicolo con oltre 5.000 emendamenti. Traduzione: non l’abbiamo controllato perché tanto chi vuoi che lo approvi. E invece lo hanno approvato.

E guai a dire che “può passare di tutto”: secondo l’assessore è una tesi inaccettabile. Inaccettabile, però vera. Perché il fatto resta: un milione di euro oggi non si può spendere, non si sa per quanto tempo, e intanto è stato sottratto ad altri usi. Il resto è fumo.

Ma attenzione: nel teatro dell’assurdo siciliano c’è sempre un colpo di scena. Arriva Serradifalco. Il Comune che decide di prendere sul serio la burla. La “norma fake” diventa improvvisamente reale. La Giunta comunale istituisce in fretta e furia l’Ambito previsto dalla legge-trappola e chiede i soldi. Un capolavoro di realismo magico-amministrativo: se la legge è assurda, adeguiamoci all’assurdo.
Il sindaco scrive, protocolla, minaccia il Tar, rivendica il diritto al milione. La legge va rispettata, dice. Certo: soprattutto quando è sbagliata. E se Serradifalco fosse l’unico Comune a fare domanda, perché non prendersi tutto? Logica ineccepibile. Pirandelliana fino in fondo.

La Vardera dice che la norma è inapplicabile. Il Comune dice il contrario. L’Ars tace. Il governo regionale si indigna. I soldi restano sospesi. La verità? Tutti hanno torto e tutti hanno ragione. Come sempre.
Morale della favola: una “supercazzola” ha smascherato il sistema meglio di mille commissioni d’inchiesta. Altro che scherzo: è una lezione. Peccato che, come al solito, a pagarla siano i siciliani. Quelli veri. Non quelli inventati per legge.

E poi c’è l’ultima coincidenza. Che coincidenza non è mai. Perché, come diceva Andreotti – altro grande cultore del realismo italiano – a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
È davvero solo un caso che, tra centinaia di Comuni siciliani, l’unico a muoversi con tempestività chirurgica per incassare la “norma fake” sia stato Serradifalco? Così rapido, così pronto, così sicuro di sé da trasformare una burla parlamentare in un’istanza amministrativa, con tanto di delibere, lettere ufficiali e minaccia di ricorso al Tar?
Forse sì. O forse no.

Leggi anche: Sicilia, la crescita del PIL trainata dai binari

Perché il sindaco di Serradifalco non è esattamente l’ultimo arrivato. Leonardo Burgio non è un passante capitato per caso nel bazar della politica regionale. È un astro nascente della Lega di Salvini in Sicilia, uno dei vassalli più quotati del vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, cioè uno che il Palazzo lo conosce, lo frequenta e lo mastica. Uno che sa come funzionano i corridoi, le stanze chiuse, i telefoni che squillano al momento giusto.

E non basta. Perché nella migliore tradizione delle dinastie politiche, quelle che ufficialmente non esistono ma nella realtà comandano, il sindaco è anche figlio di Daniela Faraoni, assessora regionale alla Sanità. Tecnica, dicono. Ma solo a parole. Perché nel profondo dell’anima – e soprattutto nella geografia dei rapporti di potere – è leghista doc.

Insomma: un Comune piccolo, una norma fantasma, un milione di euro che nessuno dovrebbe poter usare. E guarda caso, l’unico che prova a prenderlo è figlio d’arte, benedetto da una filiera politica che va dal municipio alla Regione, passando per il partito di governo. Tutto regolare, per carità. Tutto legittimo. Tutto spiegabile.

Ma in Sicilia, terra di Pirandello e dei miracoli a norma di legge, le coincidenze durano giusto il tempo di una conferenza stampa. Poi restano i fatti. E i fatti dicono che una “supercazzola” ha trovato un beneficiario in carne, ossa e pedigree politico.
Altro che Comuni inesistenti. Qui esiste benissimo il potere. E sa sempre dove andare a bussare.


Torna alle notizie in home