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Processo Maduro, Tajani: “Intervento statunitense legittimo”

di Andrea Scarso -


Il processo Maduro entra oggi in una fase cruciale negli Stati Uniti. Nicolás Maduro è atteso davanti a un giudice federale a New York per rispondere delle accuse formalizzate dalle autorità americane, mentre a Caracas si apre una nuova e delicata fase politica. La vicepresidente Delcy Rodríguez è stata nominata presidente ad interim, ma il clima internazionale resta teso, tra avvertimenti, prese di posizione e appelli alla diplomazia.

Il presidente Donald Trump ribadisce una linea durissima: gli Stati Uniti, ha detto, “hanno il controllo del Venezuela”, avvertendo che eventuali deviazioni da quanto richiesto potrebbero portare a nuove azioni. Parole che hanno coinvolto anche altri Paesi della regione, come Colombia e Messico, e che si inseriscono in una strategia più ampia: dallo sguardo rivolto alla Groenlandia, ritenuta strategica per la sicurezza Usa, fino alle minacce di un “colpo durissimo” contro l’Iran in caso di repressione violenta delle proteste.

Italia: dialogo e cautela sulla transizione

Sul fronte italiano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto una conversazione telefonica con la leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace María Corina Machado. Palazzo Chigi ha parlato di “una nuova pagina di speranza” per il Venezuela, sottolineando l’importanza di una transizione pacifica e democratica dopo l’uscita di scena di Maduro.

Più prudente la posizione della Lega. Matteo Salvini ha ribadito che, pur senza rimpianti per il passato, “la strada maestra deve tornare a essere la diplomazia”, evitando escalation che potrebbero destabilizzare ulteriormente l’area.

Tajani: “Intervento in Venezuela legittimo, ora transizione democratica”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Rtl 102.5, ha definito “legittimo” l’intervento statunitense in Venezuela, richiamando la minaccia rappresentata dal narcotraffico e sostenendo che elementi chiave emergeranno proprio dal processo a carico di Maduro. Tajani ha però precisato che gli interventi militari non sono la soluzione ideale e che ora la priorità deve essere la costruzione dello stato di diritto e di una vera transizione democratica.

Alla domanda su possibili effetti domino, come un’escalation su altri scenari internazionali, il ministro ha invitato a distinguere i contesti, sottolineando la specificità del caso venezuelano e dell’area latinoamericana.

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