L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Sociale

A Milano i gioielli da uomo raccontano tre secoli di moda ed eleganza maschile

di Alessandra Iannello -


La tassa sul celibato tra politica, costume e ironia

Era il 1927 quando in Italia fu istituita la tassa sul celibato. Interessava i cittadini italiani non sposati tra i 25 e i 65 anni e prevedeva un contributo fisso che variava, a seconda dell’età, da 70 a 100 lire (circa 100 euro di oggi).
Questo tributo, stato versato da circa tre milioni di uomini e devoluto all’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, divenne un fenomeno di costume tanto che l’industria della bigiotteria produsse gemelli da polsino, ciondoli e distintivi per gli scapoli che, con ironia e forse qualche rischio, riportavano messaggi espliciti come “Meglio la tassa che la suocera”, “100 tasse ma non una moglie”, “Se la tassa pagherai questo emblema non porterai”.

Simboli e significati dei gioielli degli scapoli

I messaggi erano rafforzati da simboli: la serpe (suocera), la testa di un uccello dal grande becco (corna evitate), l’ovario di un fiore (grembo da non fecondare). La tassa fu abolita nel 1943 ma i gioielli sono sopravvissuti e si possono ammirare a Milano a Palazzo Morando nella mostra “The Gentleman – Stile e gioielli al maschile”, visitabile gratuitamente fino al 27 settembre. Attraverso pezzi originali, documenti d’epoca e abiti, l’esposizione invita a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento, restituendo dignità storica e contemporanea a un ambito troppo spesso trascurato del costume maschile.

Il gioiello maschile come linguaggio sociale

Rappresentativi di eventi storici e sociali, gli oggetti in mostra illustrano l’evoluzione dello stile, dal Settecento a oggi, offrendo una lettura trasversale delle trasformazioni del gusto, del ruolo sociale e della funzione simbolica del gioiello nel costruire l’identità maschile, senza dimenticare gli aspetti funzionali dello stesso. Il gioiello da uomo, in particolare, infatti, svolge spesso una funzione pratica, ma i livelli di lettura sono molteplici.
L’ornamento è anche un potente mezzo di comunicazione e quello maschile diventa in molti casi uno strumento che dimostra l’appartenenza a una casata, a un gruppo sociale, a un movimento politico o a un’organizzazione militare.

Dal Settecento alla contemporaneità: l’evoluzione dello stile maschile

La mostra si apre con il XVIII secolo, un’epoca in cui l’uomo europeo delle classi alte indossa con naturalezza gioielli elaborati, accessori decorativi e abiti riccamente ornati. Prosegue poi nel XIX secolo, segnato da un progressivo contenimento dell’esuberanza decorativa. L’ideale borghese impone un’immagine dell’uomo sobria, misurata, razionale: il gioiello resiste, ma cambia forma e significato. Nel corso del Novecento, il rapporto tra uomo e ornamento attraversa fasi contrastanti. Se da un lato la modernità spinge verso la semplificazione e la standardizzazione dell’abbigliamento, dall’altro emergono figure maschili che riportano l’ornamento al centro dell’espressione individuale. Il percorso si conclude con una sezione dedicata alla contemporaneità, dove l’uomo riscopre la libertà di ornarsi senza condizionamenti.

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