Tre tentati rapimenti di minori in una settimana
Urla, colluttazione, poi la fuga. È andata così, nel pomeriggio di lunedì 16 febbraio, alla pista di pattinaggio di Scandicci, alle porte di Firenze. Una madre si è ritrovata a fronteggiare uno sconosciuto che stava cercando di portarle via il figlio di cinque anni. Ha urlato, si è opposta fisicamente, ha attirato l’attenzione di chi stava nei paraggi. L’uomo – descritto come straniero – ha mollato la presa ed è sparito prima dell’arrivo dei carabinieri. Indagini in corso, telecamere di zona da passare al setaccio, ma al momento nessuna immagine utile e nessun fermato.
Bergamo: una bimba di 18 mesi e un femore rotto
Tutto comincia il 14 febbraio, fuori dall’Esselunga di via Corridoni a Bergamo. Laura tiene per mano la figlia di un anno e mezzo quando uno sconosciuto si abbassa, afferra la piccola per le gambe e la solleva da terra. La bambina riporta la frattura del femore. Il padre racconterà poi al Tg1: pensava che l’uomo si stesse allacciando le scarpe. L’aggressore, un romeno di 47 anni senza fissa dimora, viene arrestato quasi subito. Su di lui sono stati avviati accertamenti psichiatrici: non parla italiano. Le accuse contestate sono sequestro di persona aggravato e lesioni aggravate.
Caivano: “Questo non è tuo figlio, dammelo”
Martedì 17 febbraio, sera, supermercato MD di via Atellana a Caivano, nel napoletano. Una madre con il figlio di cinque anni sta uscendo dal negozio quando un uomo visibilmente ubriaco le si para davanti. Comincia a urlare: “Questo non è tuo figlio, dammelo!”. Tenta di prendere il bambino in braccio. La donna lo copre con il corpo e rientra nel supermercato. L’uomo la segue fin dentro le casse, dove una cassiera si interpone tra lui e il piccolo. Alla fine desiste e se ne va. Poche ore dopo i carabinieri lo rintracciamo nelle vicinanze: è un ghanese di 45 anni con precedenti penali, in stato di ubriachezza. Finisce in manette con l’accusa di tentato sequestro di persona. Le telecamere del negozio hanno registrato tutto.
Roma: l’allarme che si è dissolto
Nel mezzo di questa settimana difficile, una notizia aveva alimentato ulteriore apprensione: l’11 febbraio, a Monteverde, una donna sconosciuta si sarebbe presentata alla scuola dell’infanzia Oberdan di Largo Ravizza spaccandosi per la babysitter di una bambina di tre anni, foto della piccola sul cellulare in mano. Le maestre si erano insospettite, la donna aveva mostrato nervosismo. Era scattata la segnalazione. Le chat del quartiere avevano fatto il resto.
Le indagini della polizia, però, hanno restituito tutt’altra storia. La protagonista è una babysitter filippina di circa 35 anni, al primo giorno di lavoro, che parla solo inglese. Incaricata di prelevare due bambini dalla scuola elementare dello stesso plesso, aveva sbagliato ingresso ed era finita per errore nella materna adiacente. Aveva mostrato a una maestra una foto WhatsApp – vecchia di qualche anno – dei bambini da prendere. La maestra non aveva riconosciuto nessuno, aveva chiamato i genitori e fatto scattare l’allarme. Nel frattempo la babysitter aveva già raggiunto l’edificio giusto. Le telecamere la ritraggono mentre cammina con i due bambini. Nessun tentativo di rapimento: solo un primo giorno di lavoro andato storto, una barriera linguistica e una fotografia obsoleta. Il caso è stato chiuso.
Tre tentati rapimenti
Togliere Roma dall’elenco non alleggerisce la situazione. Tre tentati rapimenti ai danni di bambini accertati in sette giorni, in città distanti tra loro, con bambini piccoli aggrediti in luoghi del tutto ordinari – un supermercato, una pista di pattinaggio – restano un dato su cui le istituzioni sono chiamate a intervenire. Due aggressori sono stati arrestati. Il terzo è ancora a piede libero. E le famiglie italiane faticano a ritrovare la stessa serenità di prima nella quotidianità che fino a ieri sembrava normalità.
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