Truffe digitali: come riconoscere i trucchi dei criminali
Phishing, smishing, annunci fraudolenti: come non cadere nel tranello
Le truffe digitali ci raggiungono ovunque, anche in vacanza. Lo smartphone è sempre con noi, anche sotto l’ombrellone. E l’insidia non ci lascia in pace nemmeno col solleone. Sempre più “virtuali” i truffatori, sempre più raffinati i tentativi di estorcerci denaro. Non basta più nemmeno la normale prudenza. Occorre fare sempre più attenzione a ogni messaggio, ogni mail, ogni chiamata. In un recente, e interessantissimo, convegno che si è tenuto il 15 luglio scorso a Roma, presso la sede di I-com, l’Istituto per la Competitività, sono stati presentati i dati della ricerca Digitalizzati condotta da Altroconsumo nell’ambito di un progetto sostenuto dal Mimit, sulla base (anche) delle segnalazioni arrivate all’associazione tramite il servizio Segnala la truffa.
Truffe digitali: cosa sono phishing e smishing
I consumatori hanno segnalato ben 3.272 tentativi di frodi digitali. Ben due truffe su tre riguardano il phishing e lo smishing. In pratica i criminali inviano centinaia di mail e messaggi fingendosi aziende importanti per carpire agli utenti dati sensibili: password, anagrafiche, numeri di carte di credito con annessi codici di sicurezza, Otp. Un meccanismo che è ben congegnato, che si basa sulla legge dei grandi numeri. I truffatori mandano, ogni giorno, caterve di comunicazioni fraudolente sperando che qualcuno abbocchi all’amo. E, purtroppo, spesso e volentieri ci riescono.
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Fingersi un altro: occhio alle mail
Tutto sta nel riuscire a far credere all’utente di rappresentare qualche importante azienda. I nomi più usati, anzi abusati, dai criminali informatici son quelli delle banche e dei servizi di pagamento online. Nexi, per esempio, rappresenta il brand più sfruttato, chiaramente in modo illegale, dai truffatori: ben mille segnalazioni che la riguardano (suo malgrado e a sua totale insaputa) sono giunte ad Altroconsumo. Altri marchi utilizzati con frequenza sono quelli degli istituti bancari come Ing, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Nemmeno Paypal sfugge all’attenzione dei truffatori che pure usano, con profitto, il nome di Revolut. Un altro canale che sembra sfruttato con sempre maggiore profitto dai delinquenti digitali è l’ecommerce. Amazon, Vinted, Booking e Subito, per capirsi. In questo caso, oltre al phishing e allo smishing (insomma, al di là delle “solite” richieste di pagamento fraudolento) bisogna pure stare attenti agli annunci truffa, alle vere e proprie frodi in commercio, a chi promette in vendita (o in affitto, specialmente d’estate) cose di cui non ha altro che una foto da mostrare in rete.
Non solo banche: utenze e e-commerce
Infine c’è tutto il “capitolo” delle utenze. La rottura delle bollette, i continui aumenti e i cambi delle condizioni di servizio (e delle tariffe) già stufano (e molto) i consumatori. Ci si mettono anche i truffatori a sfruttare il nome di aziende come Tim, Enel ed Eni per tentare di carpire soldi, dati sensibili e chissà che altro. Occhio, infine, alle richieste che sembrano arrivare da aziende digitali come Netflix che operano in abbonamento: anche qui i criminali hanno capito come “copiarne” le mail per trarre in inganno i consumatori. Le truffe digitali passano (anche) da qui.
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Sempre all’erta
I dati della ricerca di Altroconsumo non devono, però, farci dimenticare che le vie delle truffe digitali sono letteralmente infinite. Ma che tutte, in fondo, iniziano con un messaggio sospetto. Dalla “ballerina” fino all’amico che (apparentemente) ci chiede il piacere di anticipargli una somma di danaro perché rimasto momentaneamente al verde. Sono tutte, in fondo, proliferazioni della prima, classica, truffa. Quella del principe nigeriano, declinata in mille modi diversi (ricordate quante eredità promesse al primo che capita su Facebook?), che altro non sono che metodi per spillar soldi. Da allora, però, il tempo non è passato invano. E i truffatori si sono specializzati, hanno migliorato e di molto le loro richieste e la credibilità stessa dei messaggi. Perciò occorre restare sempre in guardia. Le truffe digitali non ci abbandonano mai, nemmeno in vacanza.
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