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Esteri

Trump accusa gli eserciti europei di codardia, ma dimentica la loro storia di sacrifici e il suo passato

Trump critica gli eserciti europei ignorando decenni di missioni condivise, sacrifici, vittime e il suo passato di leva evitata.

di Gianluca Pascutti -


Le recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha definito gli eserciti europei “codardi”, hanno riaperto una ferita politica e simbolica profonda. Un’accusa pesante, soprattutto se rivolta a Paesi che negli ultimi trent’anni hanno combattuto, e pagato, al fianco degli Stati Uniti in ogni principale teatro di guerra internazionale. Un paradosso ancora più evidente se si considera che lo stesso Trump, durante la guerra del Vietnam, evitò il servizio militare grazie a un certificato medico controverso.

1995 nei Balcani, la prima prova della cooperazione militare moderna

L’Europa non è rimasta spettatrice. Nel 1995, durante la guerra in Bosnia, gli eserciti europei parteciparono attivamente alle operazioni NATO, sostenendo gli Stati Uniti in missioni complesse, costose e rischiose. Fu il primo grande banco di prova della cooperazione euro‑atlantica dopo la Guerra Fredda.

2001 in Afghanistan, una guerra combattuta insieme a caro prezzo umano

Dopo l’11 settembre, l’Europa rispose senza esitazioni all’invocazione dell’articolo 5 della NATO. In Afghanistan, i contingenti europei operarono nelle stesse condizioni degli americani, spesso con costi operativi più elevati e con un bilancio umano pesantissimo: quasi 900 militari europei caduti. Un contributo che smentisce qualsiasi narrazione di “codardia”.

2003 in Iraq, un altro fronte condiviso

Anche nell’invasione dell’Iraq del 2003, nonostante divisioni politiche interne nell’Unione Europea, molti Paesi europei parteciparono alla coalizione guidata dagli Stati Uniti. Il prezzo pagato anche qui fu alto, quasi 300 soldati europei morti in un conflitto che ha segnato un’intera generazione, ma Trump forse si è dimenticato pure questo.

2011 in Libia, un intervento guidato dall’Europa

Nel 2011, l’intervento in Libia per proteggere la popolazione civile fu coordinato e condotto principalmente dagli eserciti europei, con un ruolo operativo decisivo. Un impegno che espose l’Europa a una nuova ondata di terrorismo, cellule dormienti e lupi solitari colpirono Madrid, Londra, Parigi, segnando tragicamente il decennio successivo.

2026 in Iran, una missione che pesa sull’Europa

Oggi, la nuova missione in Iran, definita da molti osservatori “sciagurata” per i rischi geopolitici ed economici, sta mettendo in ginocchio l’economia europea. Un’Europa che, nel frattempo, si è trovata abbandonata dagli Stati Uniti di Donald Trump proprio nel momento più critico, durante l’invasione russa dell’Ucraina. Un alleato fedele per oltre trent’anni, lasciato improvvisamente solo nel conflitto più vicino ai suoi confini dalla fine della Guerra Fredda.

Signor Presidente…

Alla luce di questa storia, le accuse di Trump di codardia rivolte agli eserciti europei appaiono non solo ingiustificate, ma anche scollegate dalla realtà dei fatti. Dai Balcani all’Afghanistan, dall’Iraq alla Libia, l’Europa ha combattuto, speso, perso vite e sostenuto gli Stati Uniti in ogni scenario da loro deciso. E mentre oggi affronta le conseguenze economiche e politiche della crisi in Iran, resta evidente una contraddizione, chi accusa l’Europa di non fare abbastanza è lo stesso leader che, in passato, ha evitato il servizio militare e che, nel presente, ha scelto di allontanarsi dal suo storico alleato.


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