Trump, in compagnia di un coniglio, insiste: “L’Iran può essere eliminato in una notte”
Sale la tensione tra Stati Uniti e Iran, con dichiarazioni sempre più dure del tycoon che fanno temere un’escalation militare imminente. Durante una lunga conferenza stampa alla Casa Bianca, Donald Trump ha ribadito la sua minaccia all’Iran, fissando una scadenza precisa: le 20 di domani. In caso di mancato accordo, ha avvertito, l’Iran “potrebbe essere eliminato in una sola notte”. Parole che arrivano al termine di una giornata in cui, sul piano diplomatico, sembrava aprirsi uno spiraglio. Mediatori internazionali, tra cui Pakistan, Egitto e Turchia, hanno presentato una proposta che prevede un cessate il fuoco di 45 giorni e la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz, cruciale per il traffico energetico globale.
La posizione iraniana
Tuttavia, dall’Iran è arrivato un rifiuto netto. Teheran ha respinto il piano chiarendo la propria posizione: non basta un cessate il fuoco temporaneo. “Accetteremo solo la fine della guerra con garanzie che non saremo attaccati di nuovo”, ha dichiarato Mojtaba Ferdousi Pour, capo della missione diplomatica iraniana al Cairo. Parallelamente, la retorica della Casa Bianca si è fatta ancora più aggressiva. Trump ha minacciato apertamente attacchi contro infrastrutture strategiche iraniane, inclusi ponti e centrali energetiche. In caso di mancato accordo entro la scadenza dell’ultimatum, ha parlato di un vero e proprio “inferno” che si abbatterebbe sul Paese. Le dichiarazioni più controverse erano già arrivate nei giorni precedenti, quando Trump aveva pubblicato un messaggio su Truth, annunciando simbolicamente una “giornata delle centrali elettriche e dei ponti” in Iran.
La minaccia di Trump all’Iran
Un linguaggio diretto e provocatorio che ha suscitato forti reazioni internazionali. Interrogato sull’uso di toni così duri, il presidente ha risposto di voler semplicemente chiarire la propria posizione. Ancora più delicata la questione giuridica. Trump nega che eventuali attacchi contro infrastrutture civili possano configurare crimini di guerra, sostenendo che “il vero crimine sarebbe permettere all’Iran di possedere un’arma nucleare”. Nonostante abbia definito la proposta diplomatica “un grande passo”, il presidente americano ha ribadito che non è sufficiente. Secondo quanto dichiarato, gli Stati Uniti avrebbero già un piano operativo dettagliato, in grado di colpire in poche ore le principali infrastrutture iraniane.
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