Trump rilancia i dazi al 15%, repubblicani scettici
Nel partito, preoccupazioni per la scelta di aggirare la decisione della Corte Suprema
Il presidente Usa Donald Trump annuncia un aumento dei dazi globali al 15%, scettici i Repubblicani. La misura, in risposta alla recente decisione della Corte Suprema che aveva dichiarato illegali i dazi precedenti imposti unilateralmente. Una decisione formalizzata dopo che l’agenzia doganale ha sospeso la riscossione delle tariffe considerate illegali e disattivato i codici tariffari relativi.
Mercati e reazioni internazionali
I mercati finanziari hanno reagito negativamente: futures Usa in calo e volatilità globale su azioni e criptovalute, con particolare pressione sul Bitcoin.
La Commissione Europea ha chiesto chiarezza e il rispetto dei patti commerciali, sottolineando che l’incertezza tariffaria rischia di danneggiare gli scambi transatlantici. Anche la Cina ha chiesto lo stop ai nuovi dazi, definendo controproducente una guerra commerciale.
Scetticismo tra i Repubblicani
Molti esponenti del Partito Repubblicano mostrano perplessità sulla strategia tariffaria. Nel partito si ritiene che i dazi ripetuti, specialmente dopo la bocciatura legale, indeboliscano la coesione interna e complichino l’agenda economica.
In particolare, per certi repubblicani la decisione di Trump di aggirare la Corte Suprema con strumenti legali alternativi fisdsando nuovi dazi rischia di alimentare divisioni interne e diminuire la fiducia negli alleati commerciali.
Perché questa scelta potrebbe cambiare tutto
Il ricorso a nuove basi legali per imporre dazi oltrepassa i tradizionali limiti costituzionali. La pressione internazionale cresce, con richieste di stabilità normativa. Le tensioni interne al partito mettono a rischio unità e consenso elettorale in vista delle elezioni di midterm.
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