Trump rilancia i negoziati con l’Iran che risponde picche
Il presidente americano Donald Trump conferma l’invio di una delegazione a Islamabad e rilancia i negoziati con l’Iran. Ma a meno di tre giorni dalla scadenza del cessate il fuoco faticosamente ottenuto, la strada diplomatica per la fine delle ostilità appare ancora in salita. Secondo fonti della Casa Bianca, la missione a Islamabad sarà guidata dal vicepresidente JD Vance. Comprenderà anche l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente. L’obiettivo è riaprire il dialogo dopo il primo round di colloqui, tenuto l’11 aprile proprio nella capitale pakistana, durato oltre 21 ore e concluso senza un accordo. In linea con il suo stile, Trump alla vigilia del nuovo appuntamento ha pubblicato un messaggio Truth lanciando nuove minacce contro Teheran.
Le parole di Trump
Il presidente Usa ha affermato che, in assenza di un’intesa, gli Stati Uniti “faranno saltare ogni centrale elettrica e ogni ponte in Iran”. Una minaccia già utilizzata due settimane fa prima che poi si raggiungesse il precario cessate il fuoco e che rischia di compromettere ulteriormente il fragile equilibrio diplomatico. Il presidente americano ha comunque definito l’offerta di Washington “molto equa e ragionevole”, dicendosi fiducioso in una possibile apertura da parte della Repubblica islamica. Tuttavia, da Iran arrivano segnali opposti. Secondo l’emittente statale Irib, citando fonti interne, “al momento non è prevista la partecipazione al prossimo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti”. Tanto più dopo che nel frattempo i marines hanno assaltato una nave iraniana intenta ad aggirare il blocco navale imposto dagli Usa.
I punti dei negoziati con l’Iran
Uno dei nodi principali resta il programma nucleare iraniano. Al centro della disputa c’è lo stock di circa 440 chilogrammi di uranio arricchito a livelli vicini a quelli necessari per uso militare. Trump ha sostenuto che Teheran avrebbe accettato di consegnare il materiale agli Stati Uniti, ma la smentita iraniana è stata immediata e netta. Il ministero degli Esteri di Teheran ha chiarito che l’uranio “non sarà trasferito da nessuna parte” e che la sua eventuale consegna “non è mai stata oggetto dei negoziati”. Anche il presidente Masoud Pezeshkian ha ribadito che l’Iran non rinuncerà al proprio “diritto legale” a sviluppare un programma nucleare.
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