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Esteri

Rumen Radev vince le elezioni in Bulgaria

di Redazione -


La vittoria di Rumen Radev alle elezioni legislative in Bulgaria segna una svolta significativa nel panorama politico del Paese. L’ex capo dello Stato, generale dell’aeronautica in pensione, ha conquistato il successo elettorale con un messaggio forte incentrato sulla lotta alla corruzione e sulla necessità di una profonda rigenerazione istituzionale. Radev ha distanziato di oltre venti punti il partito conservatore GERB guidato dall’ex premier Boyko Borissov. Un risultato netto che riflette il crescente malcontento della popolazione dopo anni di instabilità politica e crisi istituzionale.

Il profilo

Sessantadue anni, Radev si era dimesso lo scorso gennaio da capo dello Stato in anticipo di due anni rispetto alla fine del mandato. Il passo indietro è stato dettato proprio dalla volontà di candidarsi alle elezioni legislative. Una scelta motivata, ha dichiarato, dalla volontà di “ascoltare i cittadini” in un momento segnato da proteste diffuse contro la corruzione e da una forte sfiducia nelle élite politiche. Ex comandante dell’aeronautica, con formazione anche negli Stati Uniti, Radev ha costruito la propria immagine pubblica come figura competente e indipendente. Eletto presidente nel 2016 con il sostegno dei socialisti e riconfermato nel 2021, ha mantenuto per anni un duro confronto politico con Borissov, accusandolo di tollerare pratiche corruttive.

Il volto della Bulgaria dopo le elezioni

La sua popolarità è cresciuta ulteriormente grazie al sostegno alle proteste civiche, tra cui quelle che hanno contribuito alla caduta del governo guidato da Rosen Zhelyazkov. In campagna elettorale, Radev ha promesso di “trasformare la Bulgaria”, puntando su sicurezza nazionale, responsabilità politica e rilancio economico. Pur dichiarando ammirazione per Viktor Orbán, mantiene una linea pragmatica. Non mette in discussione l’appartenenza del Paese a UE e NATO, ma propone un dialogo più aperto con Mosca. Contrario all’invio di aiuti militari all’Ucraina e critico verso il Green Deal europeo, Radev sostiene un approccio basato su relazioni “pratiche” con la Russia. La convinzione è quella della necessità di porre l’economia al centro delle scelte politiche.


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