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Udine e Gemona pronte ad accogliere il 29° Raduno dei Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale

Un raduno nel segno della memoria e del servizio dal 4 al 7 giugno nel cuore del Friuli

di Gianluca Pascutti -


Il Raduno nazionale dei Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale 2026 porterà Udine e Gemona del Friuli al centro della scena civile italiana. Dal 4 al 7 giugno, migliaia di vigili del fuoco in servizio e in congedo, insieme alle delegazioni dell’Associazione Nazionale, raggiungeranno il Friuli Venezia Giulia. Un appuntamento che unisce celebrazione, identità e riconoscenza pubblica.

Un’edizione dal forte valore simbolico

La scelta del Friuli non è casuale. Il raduno coincide con il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, una delle emergenze più drammatiche della storia repubblicana e, al tempo stesso, uno dei momenti fondativi della moderna cultura del soccorso in Italia. Gemona, epicentro della ricostruzione, diventerà uno dei poli principali delle cerimonie, mentre Udine ospiterà le attività istituzionali, le esercitazioni e la grande sfilata conclusiva. Le amministrazioni locali hanno predisposto un potenziamento straordinario dei parcheggi e un incremento dei posti letto nelle strutture ricettive, consapevoli dell’afflusso previsto da tutto il Paese. L’obiettivo è garantire un’accoglienza adeguata a un evento che, per partecipazione e significato, si annuncia tra i più rilevanti degli ultimi anni.

Un programma che intreccia storia, formazione e comunità

Il raduno proporrà cerimonie istituzionali e deposizioni commemorative. Incontri con le scuole e momenti di divulgazione sulla prevenzione. Esercitazioni dimostrative aperte al pubblico, la tradizionale sfilata delle delegazioni ANVVF e iniziative dedicate ai familiari dei vigili del fuoco caduti in servizio. Il raduno sarà anche l’occasione per raccontare l’evoluzione del Corpo nazionale, dalle prime colonne mobili degli anni Settanta alle tecnologie attuali, passando per la crescita della formazione specialistica e del volontariato.

Il legame con il 1976: quando il Friuli divenne un laboratorio del soccorso moderno

Il richiamo al terremoto del 1976 è inevitabile. In quelle settimane drammatiche, i vigili del fuoco furono tra i primi a intervenire, operando in condizioni estreme e contribuendo in modo decisivo alla gestione dell’emergenza. Da quell’esperienza nacquero nuove procedure operative, una diversa cultura del coordinamento e una consapevolezza collettiva che avrebbe portato, negli anni successivi, alla definizione del sistema nazionale di Protezione Civile. Il Friuli divenne così un modello di intervento e ricostruzione, un riferimento per tutte le emergenze italiane successive. L’Adunata 2026 intende rendere omaggio proprio a quel patrimonio di competenze, sacrificio e solidarietà.

Un raduno che parla al Paese

L’arrivo di migliaia di vigili del fuoco in Friuli non sarà solo una celebrazione interna al Corpo, ma un momento di incontro con la cittadinanza. Un’occasione per ricordare che il lavoro dei pompieri — tra incendi, soccorsi tecnici, calamità naturali e interventi quotidiani — resta uno dei pilastri più riconosciuti e apprezzati della vita civile italiana.


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