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Attualità

Unicredit “sale” in Generali: un altro risiko alle porte?

La mossa di Orcel che "scalza" Caltagirone dal podio degli azionisti. Il tema insurbank

di Maria Graziosi -


Unicredit si allarga in Generali. Scacco al re. La mossa di Unicredit non sorprende granché ma segna un punto di non ritorno nelle grandi manovre dentro la mappa del potere economico e finanziario italiano. Orcel porta la partecipazione in Generali all’8,72%. Quanto basta non per controllare quel colosso che è il Leone di San Marco ma per imprimere una linea da cui, adesso, nessuno può prescindere. Lo scacco di Orcel fa notizia e si prende i titoli che, altrimenti, avrebbero avuto i dati (più che lusinghieri) del bilancio 2025 che ieri è stato approvato dall’assemblea dei soci.

Unicredit: la mossa (e i numeri) di Generali

Gli utili ammontano a 4,3 miliardi di euro, c’è da spartirsi un dividendo ricchissimo, fissato a 1,64 euro per azione, con un aumento del 14,7% rispetto all’esercizio 2024. E dato che, mai come stavolta, i soldi al Leone non mancano ecco approvato un piano di buyback da mezzo miliardo che servirà a implementare una strategia che coinvolga i dipendenti nell’azionariato. Solo applausi, dunque, a Mogliano Veneto. Il tempo per le trame ci sarà, eccome. “La nostra partecipazione è un investimento finanziario”, si affrettano a dire, alzando una mezza cortina fumogena, da Gae Aulenti. “Ci garantisce un rendimento finanziario interessante”, riferisce un portavoce. Che ricorda: “Abbiamo inoltre una partnership commerciale con Generali in diverse aree di business”. Il progetto, ma ditelo sottovoce per carità, è quello dell’insurbank.

Insurbank, ti ricordi Natixis?

E cioè di una alleanza sempre più stretta tra il mondo delle assicurazioni e il comparto bancario. Una vicenda che non è solo italiana, per carità. Anzi, proprio con Generali e i francesi di Naxitis sarebbe dovuto nascere un polo italofrancese (l’ennesimo…) del risparmio gestito. Ma tutto è saltato. E oggi l’intervento di Unicredit “riporta” in Italia le ali del Leone. E, soprattutto, scalza Caltagirone dal “podio” degli azionisti. Adesso è Orcel, dopo Mps e Delfin, il terzo azionista in termini di quote di Generali.

Caltagirone fuori dal “podio”

Allo stato attuale Monte dei Paschi (per il tramite della controllata Mediobanca) ha poco meno del 13,2%, poi c’è la finanziaria della famiglia Del Vecchio con poco più del 10%. E quindi gli altri. Quelli che la sanno lunga giurano che tra Delfin e Caltagirone, se non si fosse già capito a Siena con Lovaglio, sia definitivamente finita. Chissà se sarà proprio così. Intanto, a Generali, Unicredit si rafforza, gli azionisti incassano e i dipendenti applaudono.


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