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Esteri

Ursula seppellisce il vecchio ordine mondiale: “Non esiste più”

La presidente della Commissione vuole un'Ue "più assertiva" intanto il petrolio schizza a 100 dollari e il G7 pensa alle riserve strategiche

di Giovanni Vasso -

epa11595807 European Commission President Ursula Von der Leyen reacts during a meeting with Finnish Prime Minister Petteri Orpo (not pictured), as part of his visit to Brussels, Belgium, 10 September 2024. EPA/OLIVIER HOSLET


Ci è arrivata pure Ursula von der Leyen: il vecchio ordine mondiale è morto e l’Ue “non può esserne custode”. La presidente della Commissione europea si ritrova di fronte a uno scenario al cardiopalma. La guerra in Medio Oriente sta concretizzando, di nuovo, le paure e i timori che Bruxelles ha già affrontato qualche anno fa con il conflitto tra Russia e Ucraina. Con l’aggravante di un distacco mai così duro dagli Stati Uniti. Le parole di Ursula von der Leyen sono quelle, o quantomeno simili, a quelle pronunciate a Davos da Mark Carney, premier del Canada.

Ursula e il vecchio ordine mondiale

La presidente disegna un nuovo scenario per Bruxelles: “L’Europa non può più essere la custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che non esiste più e non tornerà”, ha tuonato Ursula. Che, alla conferenza degli ambasciatori europei, ha affermato: “Difenderemo sempre il sistema basato sulle regole che abbiamo contribuito a costruire con i nostri alleati, ma non possiamo più fare affidamento su di esso come unico mezzo per difendere i nostri interessi né presumere che le sue regole ci proteggano dalle minacce complesse che affrontiamo. Dobbiamo quindi costruire una nostra via europea e trovare nuovi modi di cooperare con i partner”. Sarebbe ora.

“Niente lacrime per gli ayatollah”

Ursula tumula il vecchio ordine mondiale ma la postura Ue resta sempre la stessa: “Voglio essere chiara: non ci sono lacrime da versare per il regime iraniano, che ha inflitto morte e imposto repressione al proprio popolo, e che ha causato devastazione e destabilizzazione in tutta la regione attraverso i suoi proxy armati di missili e droni”. E dunque: “Molti iraniani, all’interno del Paese e in tutta Europa e nel mondo, hanno festeggiato la morte dell’ayatollah Khamenei, come molte altre persone in tutta la regione. Sperano che questo momento possa aprire un percorso verso un Iran libero. Il popolo iraniano merita libertà, dignità e il diritto di decidere il proprio futuro, anche se sappiamo che questo sarà irto di pericoli e instabilità durante e dopo la guerra”.

Il G7 discuterà di riserve di petrolio

Mentre Ursula suona il de profundis al vecchio ordine mondiale il G7 inizia a tremare. Il petrolio ha raggiunto la fatidica quota dei 100 dollari al barile. Le Borse, in tutto il mondo, stanno perdendo ancora terreno. Si inizierà a discutere, senza dubbio, di riserve di oro nero e di cosa fare per tentare di risolvere l’impasse. La Francia, presidente di turno dell’organizzazione, non esclude di mettere in campo già da subito le riserve strategiche. Ma intanto, a onta delle promesse americane, lo Stretto di Hormuz resta chiuso e i prezzi sui mercati si impennano.


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