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Cronaca

Venezia, borseggiatore muore d’infarto dopo lo scippo, i familiari chiedono un risarcimento

La morte improvvisa del borseggiatore apre un fronte legale inatteso e rilancia le verifiche sulla dinamica dello scippo.

di Marzio Amoroso -


Un borseggiatore è morto d’infarto a Venezia dopo uno scippo ai danni di una coppia di anziani. L’uomo, identificato come Sorin Marian Postolache, detto Mika, era noto alle forze dell’ordine per diversi episodi di borseggio. Secondo la ricostruzione, il furto sarebbe avvenuto in Campo dei Frari intorno alle 12.30. Dal loro zaino sarebbe sparito il portafoglio con denaro, documenti e farmaci salvavita della coppia. Subito dopo essere scappato correndo verso le Zattere, Mika si è accasciato a terra davanti a Palazzo Cosulich. I sanitari hanno tentato la rianimazione con massaggio cardiaco e defibrillatore, ma l’uomo è morto sul posto per un probabile infarto.

L’esposto dei familiari e la richiesta di risarcimento

La famiglia non accetta la versione del semplice malore improvviso. I parenti hanno presentato un esposto in procura chiedendo accertamenti più approfonditi sulla dinamica della morte. Nel documento si chiede una autopsia e nuove verifiche su eventuali responsabilità di terzi. I familiari sostengono che Mika soffrisse di problemi cardiaci e assumesse farmaci in modo regolare. Nell’esposto viene ipotizzata una fuga dopo lo scippo, forse con un inseguimento o una situazione di forte tensione. Secondo i parenti, questa pressione potrebbe avere avuto un ruolo nel decesso. Da qui nasce la richiesta di un possibile risarcimento per la morte del borseggiatore. Si parla di ipotesi di reato legate a molestia alle persone e morte come conseguenza di tale condotta.

Le indagini in corso e i punti ancora da chiarire

La Polizia sta ricostruendo ogni passaggio, dal furto ai Frari al collasso alle Zattere. Sono in acquisizione le immagini di videosorveglianza per verificare spostamenti, eventuali complici e la reale dinamica della fuga. Gli inquirenti devono chiarire anche la sorte dei farmaci salvavita rubati ai turisti. Un dettaglio importante, perché quei medicinali erano fondamentali per la salute della vittima del furto. La Procura inizialmente non aveva disposto l’autopsia, ma l’esposto dei familiari potrebbe cambiare il quadro. Ora si valuta se procedere con nuovi accertamenti medico-legali.

Cosa sappiamo finora

La causa più probabile è un infarto, ma la famiglia contesta la versione e chiede verità e risarcimento. Le indagini sono ancora in corso e solo gli esiti ufficiali potranno chiarire definitivamente il caso del borseggiatore morto a Venezia.

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