Violenta alluvione devasta il Grand Canyon
Una violenta alluvione improvvisa ha colpito il Grand Canyon costringendo all’evacuazione di oltre 60 persone e facendo scattare le ricerche di 15 persone che risultano disperse. La piena ha investito il Bright Angel Creek, corso d’acqua che attraversa una delle zone più frequentate del parco nazionale. L’emergenza è scattata nel pomeriggio di ieri, quando una fortissima pioggia si è abbattuta in pochissimo tempo sull’area. In appena 30 minuti sarebbero caduti quasi 2,5 centimetri di pioggia in una zona rocciosa caratterizzata da fortissimi dislivelli. La conseguenza è stata una piena improvvisa e particolarmente violenta, capace di trascinare verso il Colorado grossi massi, strutture metalliche e una grande quantità di detriti.
Si cercano 15 persone disperse
Sono 15 le persone che risultano al momento irreperibili dopo l’alluvione. Particolarmente colpita l’area del Phantom Ranch, dove più di 60 persone sono state evacuate dalla struttura abitualmente utilizzata anche da chi percorre il fiume Colorado. La piena ha spazzato via alcuni ponticelli sul Bright Angel Creek, allargato l’alveo del torrente e creato quella che appare come una nuova rapida. Le autorità hanno disposto la chiusura di alcune delle aree turistiche più frequentate del Grand Canyon mentre prosegue la valutazione dei danni. Restano chiusi il Bright Angel Campground, il Phantom Ranch e alcune porzioni del North Kaibab Trail. Sospese temporaneamente anche le escursioni in gommone sul fiume Colorado.
Allerta per nuovi temporali
L’emergenza potrebbe non essere ancora terminata. Per oggi sono infatti previsti nuovi temporali. La priorità resta quindi rintracciare le 15 persone delle quali al momento non si hanno notizie e completare le evacuazioni nelle aree potenzialmente a rischio. L’improvvisa ondata di maltempo ha devastato in pochi minuti uno dei luoghi naturali più visitati degli Stati Uniti, modificando il corso del Bright Angel Creek. Le prossime ore saranno decisive sia per le ricerche dei dispersi sia per capire se l’arrivo di nuovi temporali possa aggravare ulteriormente la situazione.
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