Warren Buffett si dimette da presidente di Berkshire Hathaway
Finisce un'epoca nella finanza americana ma l'Oracolo di Omaha rimane nel board della holding
Warren Buffett ha deciso di lasciare la presidenza della Berkshire Hathaway, l’holding che ha fondato e di cui è stata la guida indiscussa per più di mezzo secolo. Era diventato presidente nell’ormai lontanissimo 1970. Un’epoca fa, o forse addirittura due. L’Oracolo di Omaha, grandissimo fiutatore di affari, l’uomo che sussurrava ai mercati, lascia gli incarichi con effetto immediato. Tutto, però, rimane in famiglia. Al suo posto, sulla seggiola più ambita, siederà suo figlio Howard. Che, peraltro, era già stato cooptato nel board oltre trent’anni fa, nel 1993.
Warren Buffet lascia Berkshire Hathaway
Lascia sì, ma fino a un certo punto. Buffet, infatti, diventerà presidente emerito. E non poteva andare in maniera diversa considerando il ruolo e l’immagine di cui il finanziere continua a godere. Rimane, anche se a 96 anni, molto più lucido di tanti colleghi e le sue analisi, che negli anni si sono rivelate per la gran parte azzeccatissime per quanto andassero contro l’opinione dominante, rimangono ascoltatissime. E l’ultima “profezia” dell’Oracolo di Omaha è stata (contro) l’intelligenza artificiale.
Resterà nel board
Oltre a esserne presidente emerito, Warren Buffett rimarrà un membro attivo del consiglio di amministrazione di Berkshire Hathaway. Solo un anno fa aveva lasciato l’incarico di Ceo. Il suo addio alla presidenza in una lettera agli azionisti: “Sono al servizio di Berkshire dal 1965: dopo oltre sessant’anni, continuo ad avere il lavoro più bello del mondo. Non sono in molti, alla mia età, a poterlo dire, e non ho mai guardato al futuro con tanta fiducia”.
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