Gemini ha violato i sistemi di sicurezza di tre aziende
La prima volta per l'Ai di Google dopo il caso Hugging Face. Cosa è successo
Ci risiamo, adesso tocca a Gemini: l’intelligenza artificiale di Google, per la prima volta, avrebbe violato sua sponte i sistemi di difesa cibernetica e i database di ben tre aziende. La notizia arriva dal Wall Street Journal e sa quasi di “pareggio”. Già, perché nei mesi scorsi erano finite nel mirino delle critiche gli algoritmi e le piattaforme di Anthropic, Meta e OpenAi. Accusate, con prove alla mano, di aver iniziato ad attaccare senza che nessuno glielo ordinasse altri sistemi informatici e operativi. Il caso Hugging Face, in pratica.
Anche Gemini viola la sicurezza degli altri
Stando a quanto riporta il Wsj, è la prima volta che un fatto del genere si verificata a Mountain View. Non era (ancora) successo che Gemini da sola decidesse di assaltare i sistemi di sicurezza di altre aziende informatiche. La cosa ancora più eloquente riguarda i tempi. Già, perché le violazioni sarebbero avvenute a maggio ma l’azienda se ne sarebbe accorta soltanto a luglio. Mentre adesso, a settembre inoltrato, la notizia è diventata di pubblico dominio. Le informazioni, adesso, diventano proiettili e munizioni da sparare sulla trincea che conta: quella dei mercati.
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Che cosa è successo?
“Nel corso di una valutazione standard, il modello ha individuato informazioni pubbliche online e ha indovinato le credenziali per accedere a siti web che riteneva facessero parte del test”, ha spiegato all’Afp Heather Adkins, vicepresidente della sicurezza ingegneristica di Google. Che ha continuato: “In tutti e tre i casi, il modello si è arrestato. Ci siamo assicurati che le tre entità ne venissero informate e abbiamo collaborato con il nostro partner di addestramento alle modifiche che hanno apportato ai loro processi di test”. Insomma, anche Gemini è in grado di fare un po’ come le pare. Ed è per questo che una legislazione sull’Ai si impone. L’Ue, almeno su questo, si è mossa già.
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