Volodymyr Zelensky chiede incontri a livello di leader per superare gli ostacoli che non consentono di mettere fine alla guerra con la Russia. In un post su X, dopo una riunione durante la quale è stato esaminato l’esito degli incontri dei giorni scorsi negli Stati Uniti, il presidente ucraino ha scritto: “Il team ha riferito su quanto è stato effettivamente discusso in Florida, i punti chiave, le opportunità e le sfide. Il compito più importante è sviluppare garanzie di sicurezza in un modo che ci avvicini alla fine della guerra. La sicurezza è la chiave per la pace”.
Zelensky ha sottolineato che “la situazione geopolitica si è complicata a causa della guerra contro l’Iran, e purtroppo questo sta incoraggiando la Russia. Ma le circostanze fondamentali non sono cambiate”. “La Russia – ha proseguito ancora – continua questa guerra e la sua destabilizzazione dell’Europa, sostiene il regime iraniano con l’intelligence e, in tal modo, prolunga la guerra in quella regione, mentre si prepara anche a nuovi conflitti nei prossimi anni. Questa minaccia di guerra costante su tutta la mappa deve essere fermata”.
Zelensky vuole incontri tra leader mentre proseguono gli attacchi
E questo, secondo il presidente ucraino, “può essere fatto solo insieme, con gli Stati Uniti, l’Europa e altri attori globali. Sono necessari incontri a livello di leadership per risolvere veramente questi problemi”.
Oltre 390 droni e 34 missili sono stati lanciati dalla Russia a Zaporizhzhia, Poltava, Shostka e Slatyne, in territorio ucraino. Danni in undici regioni. Kiev auspica che tutti gli accordi sulla difesa aerea siano attuati in tempo utile.
La posizione della Russia
Mosca non ha mai rifiutato i negoziati sull’Ucraina e continua a considerare il dialogo un elemento imprescindibile. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “Ci sono diversi negoziati, che si svolgono su vari livelli. Questi colloqui toccano questioni fondamentali, come quella umanitaria. Pertanto, la Russia non ha mai rifiutato i negoziati, per quanto complessi possano essere i nostri contesti regionali o le dinamiche globali. Questo è un imperativo assoluto e continuiamo a muoverci in questa direzione”, ha affermato Zakharova, citata dall’agenzia Tass.
La portavoce ha poi criticato l’Europa occidentale, sostenendo che “non segue il principio del rispetto della sovranità degli altri Paesi, ma si è allineata ai democratici americani”, mettendo il “regime di Kiev” al centro della sua agenda, con uno sbilanciamento delle scelte politiche per compiacere Volodymyr Zelensky.
La fobia delle spie nell’Ue
Il possibile accesso di Alternative fur Deutschland (AfD) a documenti riservati dell’Unione Europea preoccupa diplomatici e parlamentari a Bruxelles, che temono fughe di notizie verso la Russia. Stando a quanto riferito a Politico da fonti diplomatiche e politiche, gli esponenti della destra radicale tedesca possono consultare migliaia di file interni dell’Ue attraverso il sistema EuDoX del Bundestag. Il gruppo, interpellato sulla questione, ha respinto le accuse, definendole “prive di fondamento”.
Nel database confluiscono ogni anno anche note riservate di riunioni su dossier geopolitici, come i piani per finanziare l’Ucraina utilizzando i beni russi congelati. “Il problema è che abbiamo un partito su cui esistono sospetti fondati di fughe di informazioni verso Cina e Russia”, ha riferito il deputato dei Verdi Anton Hofreiter, evidenziando come queste paure stiano influenzando la gestione dei negoziati più delicati. Per questi motivi alcuni incontri si svolgono già in formati ristretti. Budapest è nel mirino per le stesse ragioni. A Bruxelles il clima è sempre più avvelenato dai sospetti.
Restrizioni e limitazioni del mandato
EuDoX, accessibile a circa 5mila utenti tra deputati e collaboratori, è stato concepito per garantire il controllo parlamentare sull’operato del governo. L’adozione di alcune misure restrittive per limitare l’accesso di alcuni collaboratori di AfD, mette ancora una volta in risalto l’utilizzo di doppi standard da parte di non pochi sedicenti difensori della democrazia.
Un uomo ucraino e una donna rumena, sospettati di spiare un fornitore di droni tedesco per conto dei servizi segreti russi, sono stati arrestati. A comunicare la notizia è stata la procura tedesca. I due, fermati in Germania e Spagna, sono accusati di aver sorvegliato una persona che inviava droni all’Ucraina.