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Nascite in calo, in un anno 10mila bambini in meno

Ogni donna ha in media 1,18 figli, contro 1,20 del 2023 e 1,44 del 2010

di Giorgio Brescia -


Nascite in calo e fecondità al minimo, l’Istat continua a registrare un’Italia con culle vuote.

Nascite in calo

Nel 2024 l’Italia registra un nuovo minimo storico di fecondità: ogni donna ha in media 1,18 figli, contro 1,20 del 2023 e 1,44 del 2010. Il dato scende ulteriormente a 1,13 nei primi sette mesi del 2025.

Le donne italiane raggiungono una media di 1,11 figli, mentre le straniere si fermano a 1,79, entrambe in calo rispetto agli anni precedenti. L’età media al parto sale a 32,6 anni e tocca 31,9 per il primo figlio. Le madri italiane partoriscono sempre più tardi: nel 1995 avevano in media 28 anni al primo parto, oggi quasi 32.

In un anno 10mila neonati in meno

Nel 2024 nascono 369.944 bambini, circa diecimila in meno rispetto al 2023 (-2,6%). Tra gennaio e luglio 2025 si contano già 13mila nascite in meno (-6,3%). Il tasso di natalità scende a 6,3 per mille residenti, mentre nel 2008 raggiungeva 9,7. Dal 2008 l’Italia perde oltre 207mila nascite, un calo del 35,8%. La diminuzione riguarda sia i primi figli (181.487, -2,7%) sia quelli successivi (133.869, -2,9%). Tutte le aree del Paese mostrano un calo, più marcato nel Mezzogiorno (-4,3%) rispetto al Nord (-1,8%) e al Centro (-2%).

Protagoniste del calo le coppie italiane

Le coppie italiane generano la parte principale del calo: nel 2024 i figli di genitori entrambi italiani scendono a 289.183 (-3,3%), mentre le nascite con almeno un genitore straniero restano quasi stabili (80.761, -0,2%). Le coppie miste aumentano leggermente (+2,3%) e compensano la diminuzione tra i genitori entrambi stranieri (-1,7%).

L’Istat collega il calo alla difficoltà dei giovani nel formare una famiglia. La precarietà del lavoro, l’alto costo delle abitazioni e i tempi lunghi di formazione spingono molte persone a rinviare o rinunciare alla genitorialità. Il risultato è un progressivo slittamento delle nascite a età più avanzate e un restringimento del periodo fertile utile alla realizzazione dei progetti familiari.


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