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Cronaca

Alberto Stasi fuori dal carcere: la svolta

L'uscita da un ingresso secondario

di Giorgio Brescia -


Alberto Stasi fuori dal carcere: affidamento in prova ai servizi sociali dopo la condanna per il caso Garlasco.

La svolta

Svolta giudiziaria nel caso sull’omicidio di Chiara Poggi. Alberto Stasi ha lasciato il carcere, beneficiando del provvedimento di affidamento in prova ai servizi sociali. Il 41enne, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto di Garlasco avvenuto nell’agosto del 2007, ha ottenuto il via libera da parte del Tribunale di Sorveglianza.

L’uscita di Stasi da un ingresso secondario del carcere per evitare i media

L’uscita dal penitenziario è avvenuta mantenendo il massimo riserbo per evitare l’esposizione mediatica. Stasi ha infatti lasciato la struttura detentiva varcando un ingresso secondario, riuscendo così a evitare il presidio dei giornalisti e delle telecamere delle televisioni nazionali che attendevano notizie all’esterno.

Una tappa decisiva

Il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza segna una tappa decisiva nell’esecuzione della pena per il 41enne, che da questo momento proseguirà il suo percorso rieducativo al di fuori delle mura della cella, sottoposto alle prescrizioni e ai controlli previsti dal regime di affidamento in prova ai servizi sociali.

Un percorso avviato da tempo

Arrestato definitivamente nel dicembre 2015 dopo la conferma della Cassazione, Alberto Stasi ha trascorso oltre dieci anni in cella nel carcere di Bollate per l’omicidio di Chiara Poggi. La sua uscita attuale non rappresenta tuttavia una rottura improvvisa con il regime detentivo, bensì il coronamento di un percorso rieducativo già avviato da tempo.

Da diversi anni, infatti, il quarantunenne beneficiava del regime di lavoro esterno, uscendo regolarmente dal penitenziario durante le ore diurne per svolgere mansioni contabili e amministrative all’interno di una società, per poi fare rientro in struttura la sera. Questo graduale programma di reinserimento sociale, gestito d’intesa con la direzione del carcere, ha spianato la strada al recente via libera del Tribunale di Sorveglianza, che ha ora tramutato la detenzione nell’affidamento in prova ai servizi sociali.


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