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Esteri

Le ultime cartucce di Zelensky e le ombre su Londra

Crollo totale della popolarità della leadership ucraina

di Ernesto Ferrante -


Volodymyr Zelensky è alle corde, anche in patria. Appena il 20,3% degli ucraini voterebbe oggi per lui alle future elezioni presidenziali. A rivelarlo è un sondaggio di Info Sapiens, che mostra il calo delle preferenze per l’attuale capo dello Stato ucraino, che appena un mese fa, prima dello scandalo di corruzione che ha coinvolto funzionari governativi e suoi amici, godeva di un consenso pari al 24,3% degli elettori.

Gli ucraini sono stanchi e sfiduciati

Meno popolari ancora risultano altri profili molto pubblicizzati da buona parte della stampa occidentale. L’ex comandante in capo Valerii Zaluzhny, ora ambasciatore dell’Ucraina nel Regno Unito, si classifica al secondo posto con il 19,1%, con un aumento del 3% rispetto al sondaggio di ottobre. Kyrylo Budanov, capo dell’intelligence militare ucraina, occupa la terza posizione con il 5,1% delle preferenze. Gli ucraini mostrano una diffidenza crescente verso una cerchia di potere che ha continuando a vivere nel lusso, inanellando passerelle in Europa, mentre i comuni cittadini venivano mandati al fronte, con metodi anche brutali. Gli insuccessi militari, le brutte storie di tangenti, il collasso del sitema economico-produttivo e i danni ingenti dei bombardamenti russi, pesano come un macigno sulla vita quotidiana.

Zelensky prova a dettare ancora le condizioni

Zelensky, nella giornata di ieri, ha detto di sperare di poter trasmettere oggi agli Stati Uniti un piano aggiornato per la fine della guerra con la Russia, dopo le “correzioni” fatte nelle ultime ore in occasione degli incontro avuti con i leader europei. Kiev e i suoi partner stanno lavorando a tre documenti. I testi riguardano un accordo quadro di pace, garanzie di sicurezza e ricostruzione. Il leader ucraino ha spiegato che il piano ora comprende 20 punti e ha definito “in continua evoluzione” la nuova versione, che deve riflettere “gli interessi dell’Ucraina, dell’Europa e del mondo”.

Il nodo delle elezioni in Ucraina

Volodymyr Zelensky sarebbe pronto a indire nuove elezioni in 60-90 giorni se gli Stati Uniti e l’Europa ne garantissero lo svolgimento in sicurezza. “Chiedo ora, e lo dichiaro apertamente, che gli Stati Uniti mi aiutino, possibilmente insieme ai colleghi europei, a garantire la sicurezza per le elezioni. E poi, nei prossimi 60-90 giorni, l’Ucraina sarà pronta a tenere le elezioni. Personalmente ho la volontà e la disponibilità per questo”, ha assicurato ancora, replicando a distanza a Trump, che lo ha incalzato su questo argomento.

La linea di Matteo Salvini

Il conflitto in Ucraina continua ad alimentare il dibattito politico in Italia, facendo emergere posizioni divergenti nel governo. “Questa guerra è già costata 300 miliardi di dollari, e l’anno prossimo Trump ha già detto che non metterà più soldi…solo all’Europa costerebbe 140 miliardi di euro. Non tolgo soldi alla sanità italiana per fare andare avanti una guerra che è persa”, ha affermato Matteo Salvini a 4 di sera, su Rete4.

“La posizione del governo italiano è equilibrata, noi non siamo in guerra con la Russia, ho sempre detto che non manderemo i nostri figli a combattere”, ha aggiunto Salvini, prima di ricordare che “non ci sono riusciti Napoleone e Hitler a mettere in ginocchio la Russia… prima ci si siede al tavolo per la pace, meglio è per tutti”.

Londra e il fronte

Un nuovo episodio avvenuto al fronte ha confermato il ruolo da “cobelligerante” di Londra. Un membro delle forze armate britanniche è morto in un incidente in Ucraina mentre partecipava a un test di nuove armi lontano dalla linea del fronte. Lo ha reso noto il ministero della Difesa del Regno Unito. “È con profondo rammarico che dobbiamo annunciare che un membro delle forze armate del Regno Unito è morto questa mattina in Ucraina”, ha fatto sapere il ministero della Difesa.

“Le mie più sentite condoglianze e la mia più profonda solidarietà alla famiglia del membro delle nostre forze armate che purtroppo ha perso la vita oggi. Il suo servizio e sacrificio non saranno mai dimenticati”, ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer in un comunicato.


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