L’Unione europea si avvicina ad ampie falcate al punto di non ritorno. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas sono i simboli più emblematici di un fallimento su tutta la linea. Incapaci di formulare anche solo uno straccio di proposta plausibile e credibile per porre fine alla guerra in Ucraina, hanno regalato tutto lo spazio politico e diplomatico possibile a Donald Trump, che ha sfruttato abilmente l’occasione per colmare un vuoto e proporsi come unico interlocutore della Russia.
I tanti errori della leadership Ue sull’Ucraina
Le minacce dei burocrati di Bruxelles e i diktat sull’integrità territoriale dell’Ucraina sono a metà strada tra la propaganda bellica a colpi di peluches e paillettes e la farsa di infimo livello. Le speranze di pace, quelle vere, passano per una non facile mediazione e per la cessione di territori da parte di chi, dilaniato dalla corruzione e in grande difficoltà sul campo militare, sta soccombendo. Si chiama realpolitik.
La Kiev armata fino ai denti e con le casse piene per effetto del pericoloso e discutibile utilizzo degli asset russi, è una fantasia del partito trasversale della guerra genuflesso a Parigi e Londra. L’approvazione per procedura scritta della norma che vieta il trasferimento dei beni congelati alla Banca centrale della Federazione Russa, con il voto favorevole di 25 Stati membri e contrario di 2, non muta un esito che appare comunque già scritto.
Oban demolisce Bruxelles
Riferendosi al colpo di mano portato a termine qualche ora dopo, il premier ungherese Viktor Orban ha detto che “lo Stato di diritto nell’Unione Europea giunge al termine e i leader europei si pongono al di sopra delle regole”. “Invece di garantire il rispetto dei trattati dell’Ue, ha aggiunto Orban rincarando la dose, la Commissione Europea sta sistematicamente violando il diritto europeo. Lo fa per continuare la guerra in Ucraina, una guerra che chiaramente non è possibile vincere”. La conclusione del primo ministro ungherese è stata impietosa: “Lo Stato di diritto nell’Unione Europea viene sostituito dal governo dei burocrati. In altre parole, si è affermata una dittatura di Bruxelles”.
Trump ha criticato Zelensky
Trump è stanco di attendere ancora. Il presidente degli Stati Uniti ha nuovamente affermato che l’unico avversario del piano di pace proposto dagli Usa rimane il presidente dell’Ucraina. Con una sintesi brutale, il capo della Casa Bianca ha prospettato senza mezzi termini l’unica alternativa all’intesa: “Questo genere di cose solitamente finisce nella terza guerra mondiale. E l’ho detto l’altro giorno, che se tutti continuano a giocare a questo tipo di giochi si finirà con la terza guerra mondiale. Non vogliamo che ciò accada”.
La posizione della Russia
Mosca non vuole ulteriori revisioni delle revisioni delle bozze viaggiatrici. Il consigliere per la politica estera del Cremlino Yury Ushakov ha dichiarato che un cessate il fuoco in Ucraina è possibile solo dopo il ritiro delle forze di Zelensky dall’intera regione del Donbass, con l’area attualmente sotto il loro controllo che verrà presa in carico dalla Guardia Nazionale Russa, secondo quanto riportato dal quotidiano russo Kommersant. Chiaro l’avvertimento: “Se non attraverso negoziati, allora con mezzi militari, questo territorio passerà sotto il pieno controllo della Federazione Russa. Tutto il resto, dipenderà interamente da questo”. La Russia controlla attualmente l’intera regione di Lugansk e circa l’80% di quella di Donetsk, anche se l’Ucraina continua a mantenere le posizioni in diverse città, tra cui Sloviansk e Kramatorsk.
I russi hanno già fatto sapere di respingere “qualsiasi pretesto” che possa portare alla richiesta di una tregua o di una pausa sul campo di battaglia.
L’appuntamento in Germania
Il governo tedesco ha confermato la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Berlino, prevista per lunedì e anticipata nelle scorse ore dalla Bild. Zelensky incontrerà il cancelliere tedesco Friedrich Merz per colloqui bilaterali e per discutere dei negoziati di pace per far cessare le ostilità. Nel tardo pomeriggio, ai due si uniranno “numerosi capi di Stato e di governo”, oltre ad alti rappresentanti dell’Unione Europea e della Nato, come si legge nel comunicato citato dal Guardian.