Esclusi da un concorso pubblico i giornalisti pubblicisti. Gruppo Gino Falleri: “atto discriminatorio”
Il bando di concorso pubblico indetto dalla Provincia di Latina per la copertura di un posto a tempo parziale e indeterminato di “Specialista dell’Informazione – Giornalista Professionista” riaccende il dibattito sull’accesso dei giornalisti pubblicisti ai concorsi pubblici. Una questione che, secondo il Gruppo Gino Falleri, rappresenta un vero e proprio “atto discriminatorio”.
A sollevare la critica è Nicola di Stefano, esponente del Gruppo Gino Falleri e consigliere dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, che evidenzia come il bando escluda i giornalisti pubblicisti nonostante questi svolgano, per legge e nella prassi consolidata, le stesse funzioni dei giornalisti professionisti.
Le mansioni previste dal bando
Il profilo delineato nel bando prevede attività di gestione e coordinamento dei processi di informazione e comunicazione istituzionale, organizzazione di conferenze stampa e interviste, rapporti con le redazioni, utilizzo di strumenti digitali e social, rispetto delle norme deontologiche e promozione dei collegamenti con gli organi di informazione. Mansioni che, nella quotidianità delle redazioni e degli uffici stampa pubblici e privati, vengono svolte indistintamente sia da giornalisti professionisti sia da giornalisti pubblicisti, entrambi iscritti all’Ordine e soggetti alle stesse regole, doveri e responsabilità, sottolinea di Stefano.
Una scelta ritenuta discriminatoria
Secondo il consigliere dell’Ordine, continuare a riservare l’accesso a questi concorsi ai soli professionisti costituisce una scelta “profondamente scorretta e discriminatoria”, che non tiene conto dell’evoluzione della professione giornalistica e penalizza migliaia di pubblicisti attivi da anni nel settore dell’informazione, spesso proprio all’interno di enti pubblici, uffici stampa e realtà istituzionali.
La normativa, ricorda di Stefano, riconosce pari dignità a giornalisti pubblicisti e professionisti: entrambi sono iscritti allo stesso Ordine, rispondono alle medesime norme deontologiche e producono informazione di interesse pubblico. Mantenere una distinzione rigida e ormai anacronistica nei bandi di concorso significa, secondo questa posizione, creare una barriera artificiale priva di fondamento nelle competenze e nella qualità del lavoro svolto.
L’auspicio rivolto alle amministrazioni pubbliche
Da qui l’auspicio che la Provincia di Latina, così come tutte le amministrazioni pubbliche, riveda criteri e requisiti di accesso ai concorsi, adottando un approccio più equo e moderno, capace di garantire pari opportunità a tutti i giornalisti iscritti all’Ordine, senza discriminazioni tra professionisti e pubblicisti.
L’informazione istituzionale, ribadisce Nicola di Stefano, è un servizio pubblico essenziale e deve essere affidata alle competenze, non alle etichette.
Torna alle notizie in home