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Attualità

Furto d’identità: gli under 30 i più colpiti

Oltre 18mila e 800 casi, in crescita del 9,2% con un valore economico complessivo che supera gli i 86 milioni di euro

di Dave Hill Cirio -


Furto d’identità come una fabbrica silenziosa di debiti: colpisce chiunque e trasforma un nome, un documento o un codice fiscale in un’arma contro il suo legittimo proprietario.

Furto d’identità: numeri allarmanti

Un reato che non rallenta ma accelera e cambia pelle. Lo dice l’Osservatorio Crif sulle frodi creditizie, che nel primo semestre del 2025 fotografa dati allarmanti: oltre 18mila e 800 casi, in crescita del 9,2% con un valore economico complessivo che supera gli i 86 milioni di euro.

Numeri di una vera e propria emergenza strutturale, ormai radicata nel sistema del credito al consumo.

Cambiano le strategie criminali

Il dato più significativo, la strategia dei criminali. I truffatori puntano sempre meno su grandi importi e sempre più su operazioni diffuse e ripetute. Oltre il 60% delle frodi riguarda somme inferiori ai 10mila euro, esplodono i casi compresi tra 1.500 e 5mila euro, cresciuti fino all’80%.

È la logica del “colpire meno, colpire spesso”, un fenomeno più difficile da intercettare e più pericoloso nel lungo periodo.

Cambiano anche i prodotti finanziari presi di mira. Il prestito personale registra l’aumento più netto, con un balzo superiore al 55%, un terzo del totale delle frodi. Meno colpite le carte di credito: i controlli più stringenti spingono i truffatori verso le aree meno presidiate.

Le vittime: più colpiti gli under 30

Il dato più eclatante inverte la tendenza sulle vittime. Oltre un caso di frode su cinque coinvolge oggi gli under 30, la fascia d’età più colpita in assoluto, a smentire il loro valore di protezione perché nativi digitali.

Al contrario: l’abitudine a condividere informazioni, documenti e immagini online li espone maggiormente a truffe basate su annunci falsi, finti ticket, false offerte di lavoro, manipolazioni psicologiche sempre più raffinate.

Truffe numerose al Sud

Un reato subdolo. Spesso la vittima scopre tutto quando si vede rifiutare l’accesso al credito a causa di segnalazioni negative. Casi che emergono dopo anni, quando il danno economico e reputazionale è già fatto.

Un fenomeno diffuso, una maggiore concentrazione numerica nelle regioni più popolose, un’incidenza più ampia in alcune aree del Sud. Un segnale che intreccia criminalità, fragilità economica e carenze di educazione finanziaria.

In generale, ormai uno dei pilastri del cybercrime: i dati personali come merce, scambiata e sfruttata per ottenere finanziamenti, beni e servizi. Difendersi significa oggi proteggere la propria identità come si protegge un patrimonio, perché è esattamente questo che è diventata.


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