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Politica

Calenda: “La sinistra è una sciagura”

Cresce la distanza tra Azione e l’area progressista tradizionale in vista dei prossimi appuntamenti politici nazionali e del referendum sulla giustizia di marzo

di Giorgio Brescia -


Con un tagliente e polemico passaggio Carlo Calenda, leader di Azione, lancia una critica durissima alle forze di sinistra, definendole una “sciagura” e dipingendo il quadro di un centrosinistra in piena trasformazione e tensione interna. Le parole di Calenda, in un momento di crescente distanza tra Azione e l’area progressista tradizionale in vista dei prossimi appuntamenti politici nazionali e del referendum sulla giustizia di marzo.

Calenda: “La sinistra? Una sciagura”

Carlo Calenda ha usato parole nette per descrivere l’attuale sinistra italiana: “La sinistra? Bè, è una sciagura. Sembra un collettivo studentesco”, ha affermato in una intervista a Il Messaggero. E ha lamentato la competizione tra Movimento 5 Stelle e Pd per attrarre un elettorato anti‑occidentale.

Secondo il leader di Azione, una composizione di alleanze ideologiche che rappresenta un rischio per la linea politica del Paese. Da lui, riferimenti critici a posizioni giudicate favorevoli a regimi autoritari come quelli di Maduro e sostenitori di Putin.

Il giudizio su Schlein: “La vice di Conte”

Da Calenda, specifiche critiche alla segretaria dem Elly Schlein, osservando che “mi colpisce il suo costante silenzio rispetto a certe posizioni di M5S. Ormai è la vice di Giuseppe Conte”. E aggiungendo che Conte – pur non condividendone le idee – è più abile di entrambi nel fare politica. Il senatore di Azione ha quindi escluso la possibilità di un’alleanza con il Pd così come è oggi strutturato, definendo difficile la trasformazione del partito in un soggetto riformista autentico sotto la leadership di Schlein.

Referendum, convention liberale e strategia futura

Sul piano operativo, Calenda ha confermato che voterà sì al referendum sulla riforma della giustizia previsto per il 22 e 23 marzo, giudicandolo una misura positiva e coerente con il programma del suo partito.

In vista delle prossime sfide elettorali, il leader di Azione ha annunciato che a marzo lancerà “una grande convention aperta a tutti i partiti liberali”, con l’auspicio di coinvolgere figure come Marattin e +Europa e l’appello ai riformisti dem perché “tirino fuori e facciano altro”. Ha escluso la partecipazione di Matteo Renzi, sottolineando come Azione guardi a un percorso autonomo e centrato sui valori liberali.

Lo scenario politico e le implicazioni per il centrosinistra

Le prese di posizione di Calenda, nel contesto di un centrosinistra alle continue prese con difficoltà di coesione e alleanze. La leadership di Schlein sta affrontando un bivio sulla costruzione di un campo largo con il M5S, con tensioni su temi nazionali e sulla politica estera che hanno mostrato fratture nel fronte progressista.

In parallelo, sondaggi politici mostrano che all’interno delle attuali coalizioni la percezione dei partiti e dei leader varia significativamente. Giuseppe Conte spesso collocato più in alto di Schlein in termini di gradimento, evidenziando la complessità del rapporto interno al centrosinistra.

Un centrosinistra in bilico e un Calenda rilanciato

Le dichiarazioni di Calenda, non semplici critiche retoriche ma il segno di una ridefinizione strategica di Azione, con un forte distacco dalle forze di sinistra e con l’intento di attrarre liberali, moderati e riformisti. La campagna per il referendum sulla giustizia e la convention liberale di marzo, momenti chiave per misurare la capacità di Calenda di aggregare un nuovo spazio politico alternativo sia alla sinistra tradizionale sia al centrodestra governativo.


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