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Esteri

Attacco all’Iran: Trump prende tempo

All'interno dell'amministrazione Usa e tra gli alleati è forte il timore per la reazione da parte di Teheran

di Ernesto Ferrante -


Donald Trump sta monitorando attentamente la situazione in Iran e “tutte le opzioni restano sul tavolo”. “Il presidente e il suo team hanno comunicato al regime iraniano che, se le uccisioni continueranno, ci saranno gravi conseguenze”, ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, durante il briefing con la stampa. Secondo gli americani, le autorità iraniane avrebbero sospeso 800 esecuzioni in seguito alla pressione esercitata dal presidente statunitense rispetto alla repressione seguita all’ondata di proteste che ha attraversato il Paese. Le manifestazioni hanno assunto forme particolarmente violente per l’infiltrazione di soggetti armati.

Perché Trump sta temporeggiando

Trump starebbe prendendo tempo prima di decidere un eventuale attacco alla Repubblica islamica. Gli uomini del tycoon stanno valutando internamente e con gli alleati tempi e modalità di un’operazione che possa colpire il regime senza scatenare ritorsioni gravi, stando a quanto hanno riferito cinque fonti statunitensi, israeliane e arabe citate da Axios.

All’interno dell’amministrazione Usa e tra gli alleati è forte il timore per i rischi di raid che potrebbero provocare una reazione decisa da parte di Teheran. Un informatore statunitense ha dichiarato alla testata che “tutti sanno che il presidente tiene il dito sul pulsante”.

La frenata di Israele sull’operazione contro l’Iran

Tra i Paesi alleati, anche Israele ha espresso riserve. Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha parlato con Trump mercoledì, chiedendogli di attendere per dare a Tel Aviv più tempo per prepararsi a fronteggiare possibili risposte iraniane.

I mediatori al lavoro per spegnere il fuoco

Qatar, Oman, Arabia Saudita ed Egitto hanno svolto un ruolo chiave nel ridurre le tensioni tra le parti nelle ultime 72 ore. I quattro Paesi arabi hanno sollecitato gli Stati Uniti a evitare attacchi militari contro l’Iran, mettendoli in guardia dai rischi per la sicurezza e per l’economia che ricadrebbero sull’intera regione.

La decisione della Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda ha chiuso temporaneamente la sua ambasciata nella capitale iraniana, evacuando il personale diplomatico. Il portavoce del ministero degli Esteri di Wellington ha comunicato il trasferimento delle attività diplomatiche ad Ankara.


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