I dati dello Scoreboard, l'Italia è terza ma ha meno della metà dei numeri tedeschi
In Europa, quello degli aiuti di Stato resta un affare per la Germania. Anche nel 2024 Berlino si piazza in testa alla classifica di chi ha elargito più aiuti alle sue imprese, con l’avallo – ça va sans dire – di una Commissione Europea tanto occhiuta quando si tratta degli altri quanto docile quando c’è da badare ai desiderata tedeschi. I numeri non mentono. E si rintracciano nello Scoreboard 2024. Complessivamente, l’ammontare degli aiuti di Stato in Europa assomma a 168,23 miliardi di euro. Una cifra enorme. Che, però, risulta in calo rispetto all’anno passato quando il totale raggiunse i 203,35 miliardi di euro. E non perché qualcuno si sia passato la mano per la coscienza, decidendo per un cambio di passo. No. Semplicemente le linee aperte per finanziarie le misure anti-crisi post-guerra in Ucraina, nel 2024, si sono ridotte a 16,33 miliardi, con una riduzione del 67% rispetto all’anno precedente.
Aiuti di Stato, avanti (ancora) la Germania
Ciò che non cambia mai, però, è il primato della Germania: è il primo Paese europeo per l’ammontare complessivo di aiuti di Stato. Berlino elargisce 41,37 miliardi, pari al 25% dell’intero “budget” Ue. Al secondo posto, ma staccatissima, c’è la Francia. A Parigi, gli aiuti di Stato concessi e approvati sono stati pari a 34,18 miliardi. Un quinto (20%) dell’intero ammontare speso in Europa. Al terzo posto arriva l’Italia. Che ha visto autorizzati 18,34 miliardi in aiuti di Stato. Intorno all’11% del totale. Ma meno della metà di quelli che sono stati approvati a favore delle imprese tedesche. Dice la Commissione Europea, considerando pure che (ovviamente…) gli importi più bassi sono legati ai Paesi più piccoli (come Malta, Lettonia e Cipro) che non c’è da gridare a nessuna sproporzione. La discrepanza sarebbe da rintracciare, semplicemente, nelle differenti “misure” delle economie di riferimento. In pratica, l’Italia vale poco meno di metà Germania.
Sorpresa, i più virtuosi sono due (ex) Piigs
In termini di impatto sul Pil, però, la classifica si ridimensiona. E in testa figurano Ungheria e Romania che hanno visto approvati aiuti di Stato per l’1,37% (Budapest) e l’1,22% (Bucarest) del Pil. La media Ue rivela che l’impatto degli aiuti di Stato sul Pil è inferiore al punto: 0,94%. I più virtuosi risultano Portogallo e Irlanda, la cui spesa in termini di aiuti di Stato rispetto al prodotto interno lordo è stata pari, complessivamente, allo 0,4%. Non male, per niente, per due (ex?) Paesi dell’area che fu sprezzantemente bollata come quella dei Piigs, i porcellini scansafatiche di qualche anno fa. Anche perché la Germania, pure in questa classifica (e nonostante l’enorme mole della sua economia che macina 4.660 miliardi di dollari di Pil nel 2024), si piazza bene.
La Francia è terza
È al dodicesimo posto, poco sotto il punto intero. Sicuramente è andata meglio a loro che a noi. L’Italia, difatti, è solo quindicesima davanti alla Bulgaria. Che, pur di entrare in Europa, s’è tagliata gli aiuti di Stato in maniera draconiana. La vera sorpresa, se si guarda questa classifica, è Parigi. La Francia, difatti, è terza. Gli aiuti di Stato incidono per poco meno dell’1,2% del Pil. Non è (per niente) una buona notizia per Macron.
A che servono gli aiuti di Stato
Ma a cosa son serviti questi aiuti di Stato? Da Bruxelles dicono che quasi il 90% è stato speso per ottemperare alle criticità e agli obiettivi che l’Ue si è imposta. Detta meglio e in soldoni: per l’ambiente e il risparmio energetico sono stati concessi aiuti fino a 68,82 miliardi. In pratica, il 45% del totale. Per la decarbonizzazione, invece, sono stati investiti poco meno di 30 miliardi e mezzo di euro mentre per quanto attiene alla produzione di energia e all’ammodernamento delle infrastrutture il conto è stato pari a 27,13 miliardi.
Spiccioli per i chip
Spiccioli, invece, i fondi utilizzati per tentare di rilanciare l’Europa sul fronte di chip e semiconduttori. Due nuovi progetti relativi a impianti di produzione di semiconduttori hanno ricevuto aiuti di Stato, di cui 223,87 milioni sono stati erogati nel 2023 e 352,85 milioni nel 2024. Per l’agricoltura poca roba: gli aiuti valgono 10,43 miliardi, mentre la pesca e l’acquacoltura hanno ricevuto 212,87 milioni. Meno di quanto si sia investito per lo sviluppo regionale: gli aiuti pubblici a favore di ricerca, sviluppo e innovazione sono stati pari a 14,16 miliardi, mentre gli Stati membri hanno concesso 13,42 miliardi in aiuti allo sviluppo regionale.