Coppa Africa al Senegal: caos e polemiche, Infantino chiede sanzioni
Una finale arroventata anche da scontri sugli spalti e 16 minuti di interruzione dopo l'abbandono del campo da parte dei leoni della Teranga
L'esultanza dei tifosi della nazionale di calcio del Senegal dopo il gol contro il Marocco durante la finale della Coppa d'Africa 2025 in un ristorante nel quartiere Pigneto a Roma
Senegal campione della Coppa d’Africa tra caos e polemiche: Infantino condanna e chiede sanzioni. Il Senegal conquista il trofeo superando il Marocco per 1-0 dopo i tempi supplementari nella finale disputata a Rabat, ma il successo dei Leoni della Teranga è accompagnato da un lungo strascico di polemiche. Una partita tesa, segnata da proteste, decisioni arbitrali contestate e scene di caos che hanno spinto il presidente della Fifa Gianni Infantino a intervenire duramente, chiedendo sanzioni disciplinari.
Il rigore nel recupero e l’abbandono del campo
Il momento più controverso della finale arriva all’ottavo minuto di recupero dei tempi regolamentari, quando l’arbitro, dopo una revisione al Var, assegna un rigore al Marocco. La decisione provoca la reazione furiosa del Senegal: su indicazione dell’allenatore Pape Thiaw, i giocatori lasciano il campo e rientrano negli spogliatoi in segno di protesta.
La partita resta sospesa per circa sedici minuti in un clima di grande tensione, aggravato da disordini sugli spalti e scontri tra tifosi e forze dell’ordine, mentre lo stadio di Rabat diventa teatro di una delle finali più caotiche nella storia recente della Coppa d’Africa.
L’errore di Brahim Díaz cambia la finale
Dopo il rientro in campo del Senegal, il Marocco ha l’occasione di chiudere la partita dal dischetto. Brahim Díaz però sbaglia clamorosamente il rigore con un maldestro “scavetto”, respinto senza difficoltà dal portiere Édouard Mendy. Un errore pesantissimo che spezza l’entusiasmo dei padroni di casa e sposta definitivamente l’inerzia della finale.
Supplementari decisivi e gol di Pape Gueye
Nei tempi supplementari il Senegal appare più lucido e determinato. Dopo appena tre minuti del primo tempo supplementare, Pape Gueye trova il gol dell’1-0 con una conclusione potente che decide la finale. Il Marocco non riesce a reagire e il risultato non cambia più fino al triplice fischio.
Con questa vittoria il Senegal conquista la seconda Coppa d’Africa della sua storia, dopo il successo del 2021, succedendo alla Costa d’Avorio come campione del continente.
Infantino: “Scene inaccettabili, mi aspetto misure”
Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha commentato duramente quanto accaduto a Rabat, condannando sia l’abbandono del campo sia le tensioni sugli spalti. Secondo Infantino, le scene viste durante la finale sono state inaccettabili per il calcio internazionale.
Il numero uno della Fifa ha sottolineato che lasciare il terreno di gioco in quel modo non è tollerabile e che, allo stesso tempo, la violenza non può trovare spazio nello sport. Ha inoltre ribadito la necessità di rispettare sempre le decisioni degli ufficiali di gara, dentro e fuori dal campo.
Infantino ha infine dichiarato di aspettarsi che gli organi disciplinari competenti della Confederazione Africana di Calcio intervengano con provvedimenti appropriati dopo quanto accaduto.
Regragui durissimo: “Una vergogna per l’Africa”
Amareggiato e furioso il commissario tecnico del Marocco Walid Regragui, che non ha nascosto la propria rabbia sia nei confronti dell’allenatore senegalese Thiaw sia verso Brahim Díaz per il rigore fallito. Secondo Regragui, la finale disputata a Rabat rappresenta una pagina nera per il calcio africano.
Il Senegal, già qualificato ai Mondiali nordamericani estivi, difficilmente vedrà compromesso il proprio percorso internazionale, ma la vittoria resta macchiata da polemiche che continuano a far discutere il continente.
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